Tag Archives: in&out

Stronza

6 Lug

stronza

Sei una stronza“, ecco questo è quello che ogni tanto mi dice la mia vocina interiore… non so se lo sono, cioè io non lo faccio apposta, credo, ci provo a non esserlo, mi trattengo, fin troppo e poi quando esplodo è ovvio che posso sembrare una stronza… o forse in fondo lo sono veramente ma non voglio ammetterlo!?

Sono una stronza per il Siciliano che sperava in una toccata e fuga ed è rimasto con un pugno di mosche. “Perché non ho voglia!” ecco, questa è stata la mia risposta, sbam!! Brutto colpo per il suo ego, vaglielo a spiegare che sì ti piace ma non hai voglia perché nell’ultima settimana hai dormito 3 ore per notte e potresti rischiare di addormentarti sul più bello.

Sono una stronza per il Sordo a cui ho smesso di rispondere proprio per evitare di fare la stronza. Strano vero!? Più uno cerca di non comportarsi male e più inconsapevolmente lo fa comunque. Certo, dal suo punto di vista sono una stronza anche se cerco di non ledere i suoi sentimenti e la sua autostima, più cerco di fargli capire che non mi interessa più faccio la parte della cattiva, cioè più cerco di essere A più sembro B e viceversa… quindi se gli dicessi come stanno veramente le cose magari apprezzerebbe la sincerità!? Ci ho sperato per un po’ ma poi mi sono risposta che, conoscendolo, penserebbe lo stesso che sono una stronza perché l’ho illuso.

Sono una stronza per Legoman, conosciuto su Tinder, e anche immatura, perché al posto di continuare ad uscirci insieme e ad illuderlo di poter avere una storia normale ho preferito troncare la cosa prima che diventasse un peso per tutti e due. Perché, diciamocelo, non è possibile mandare avanti una storia fatta di incontri più o meno occasionali se uno dei due è preso mentre l’altro vuole solo divertirsi e allora meglio porre fine a tutto prima che qualcuno si faccia male; capita però che questa cosa, la rottura dico, non venga presa bene, perché io la vedo come una cosa fatta per il bene di tutti e due e per non fare la stronza egoista, ma tu che ci rimetti in sentimenti la vedi come una cattiveria bella  e buona e ti senti usato. E qui una domanda mi sorge spontanea: “Ma quando ti dico di non correre troppo e prendere quello che viene tu cosa capisci!?” no, perché se tu mi dici “Ok”, “Sì ne parliamo, ma va bene così” io non intendo altro, per me vuol dire “Va bene, prediamo le cose come vengono e divertiamoci” o forse dovevo interpretare messaggi subliminali che non ho visto!?

Razionalmente ci ho pensato a questa cosa, cioè, sono stronza veramente!? Oppure è solo spirito di sopravvivenza per non soffrire!? Oppure è solo che mi sono rotta di non cercare di ferire i sentimenti altrui ferendo però i mei e inizio a pensare un po’ a me stessa!? No, perché le tre opzioni sono ben diverse… e se per caso in media stat virtus e io sono un misto di tutte e tre!?

Annunci

Sephora e i suoi rossetti

5 Apr

Dunque, è Pasqua, sono in vacanza da 4 giorni, sono in ansia per un lavoro ma fino a martedì non devo pensarci, quindi, visto che ho un po’ di tempo libero tanto vale impiegarlo in ciò che mi riprometto di fare da mesi. Così, eccomi qui a fare la mia prima recensione…

Si tratta di due prodotti di Sephora, due rossetti per la precisione, il Rouge Infusion e l’Outrageous Rouge.

Ma prima di partire con la recensione, giusto due commenti, come avevo accennato valuterò ogni prodotto in ogni sua sfaccettatura e per ognuna darò un voto e il giudizio finale sarà una media ponderata di tutti i voti. Ogni prodotto sarà giudicato per prezzo, qualità, rapporto qualità/prezzo, packaging, aspetto, skin feel e applicabilità, play time ed infine after feel.

E ora si inizia… Pronti!? Partenza!! Via!!

Rouge Infusion n° 03 Pink Essence 14,00 €

Comprato la scorsa estate, cercavo da un po’ un rossetto rosa bambola, in realtà lo cercavo matte ma non trovandolo ho ripiegato su questo appena uscito 🙂

Descrizione sul sito Sephora: un impalpabile gloss effetto bagnato che lascia le labbra morbide e non appiccicose, vestendole di un colore intenso per 10 ore.

Nei consigli di utilizzo non c’è niente di particolare, tranne quello di utilizzarlo direttamente sulle labbra (senza primer quindi) ma quando l’ho acquistato la commessa mi ha detto che a seconda del finish che volevo (solo leggermente colorato oppure con il colore più accentuato) potevo stenderlo da una a tre volte consecutive.

Sephora_Rouge Infusion_03_Pink Essence prezzo: 7

allora, considerando quanto ce n’è dentro forse costa un po’ troppo,  ma non poi così tanto se consideriamo che ci sono rossetti che costano anche 40 o 50 €

qualità: 7

è abbastanza fluido, ad una prima occhiata dà l’idea che si possa stendere bene

rapporto qualità/prezzo: 7

 packaging: 5

 è leggero, fine, quindi può stare facilmente in qualche borsetta ma, sì c’è un ma, anzi più di uno… primo il fatto che sia così lungo fa sì che molto prodotto al posto di stare sulla spugnetta rimanga sull’asta e quello è tutto prodotto perso e secondo è fatto un po’ a molla, nel senso che appena che si svita l’asta scatta verso l’esterno

aspetto: 8

come ho già detto è fluido abbastanza per essere steso sulle labbra, ha un colore rosa molto intenso (e anche gli altri colori, in tutto 14 sono molto belli ed intensi), ha un odore tenue, quasi di caramella, viene voglia di mangiarselo

skin feel ed applicabilità: 7

si spalma bene come ci si aspetta, riempie bene le labbra, ma se si vuole un colore più accentuato deve essere applicato tre volte consecutivamente aspettando qualche secondo tra una passata e l’altra e se si ha poco tempo per truccarsi non si può aspettare neanche un secondo 😉

play time: 6

questo fatto di dover aspettare qualche secondo tra una passata e l’altra proprio non mi va giù

after feel: 7

effetto bagnato sì, labbra morbide ni, cioè, all’inizio sì ma dopo un po’ si seccano e in più se si fanno tre passate il prodotto tende a spostarsi ai lati della bocca; non appiccica tanto ma un po’ sì; e mi spiace, ma non dura 10 ore (però su questo non posso dire che valga per tutti i colori, ho provato sulla mano un rosso accesso ed è andato via solo con lo struccante).

giudizio finale: 6,83 >> 7

Alla fine, quindi, direi, che questo rossetto è più che promosso, ha qualche difetto, certo e sicuramente non si può mettere la mattina, quando si devono fare le corse per prepararsi e si sta perdere il treno ma per altri impegni va più che bene 🙂


Outrageous Rouge  n° 07 Burgundy Scandal 14,90 €

Comprato quest’autunno e in questo caso volevo un rossetto scuro, moolto scuro; così quando mi è arrivata la news letter di Sephora con questo nuovo prodotto ho pensato che potevo provarlo.

Descrizione sul sito Sephora: Un rossetto liquido straordinario, colore e coprenza esagerati, per un risultato no transfer che durerà tutta la serata. La sua formula innovativa ricopre le labbra di un film waterproof ultra pigmentato, che resiste a tutto, tranne che all’olio e alle sostanze grasse!

E poi un lungo elenco di consigli di utilizzo: attenzione, questo rossetto necessita di qualche accorgimento e di un’applicazione specifica. ACCORGIMENTI #01 – Non applicare un balsamo labbra prima del rossetto Outrageous Rouge, altrimenti il film non aderirà alle labbra; #02 – Stendere il rossetto lentamente e con precisione, perché un’eventuale sbavatura sarà difficile da correggere; #03- Evitare di effettuare troppi ritocchi per non rovinare il risultato finale; #04 – Per un durata esagerata, evitare olio e sostanze grasse! METODO DI APPLICAZIONE 1. Applicare il prodotto iniziando dalle commessure labiali e stendendolo verso il centro. Cercare di applicare il prodotto con un’unica passata, perché la formula si asciuga molto rapidamente; 2. Non stringere o bagnare le labbra per 1 minuto dopo l’applicazione, affinché i pigmenti abbiano il tempo di fissarsi; 3. Struccarsi con l’Olio-Gel Struccante Labbra o con uno struccante waterproof.

Sephora_Outrageous Rouge_07_Burgundy Scandalprezzo: 7

in questo caso, considerando il contenuto, il prezzo mi sembra molto adeguato

qualità: 4

in generale non posso parlarne bene, all’apparenza sembra stendersi bene ma non è così, si asciuga troppo in fretta e appiccica, l’unica cosà di qualità è il colore

rapporto qualità/prezzo: 5,33

 packaging: 7

devo dirlo, alla fine credo che su questo prodotto Sephora abbia puntato più sul packaging, perché quello mi piace, un sacco, trapuntato così sembra quasi un gioiello e il fatto di avere l’asta corta e la spugnetta lunga fa sì che il prodotto finisca in grande quantità sulla quest’ultima evitando una perdita eccessiva

aspetto: 7

ad una prima occhiata niente da dire, fluido, di un bel colore intenso essendo un rossetto iperpigmentato, e anche se sembra seccarsi un po’ appena aperto sembra che si possa stendere con facilità

skin feel ed applicabilità: 4

l’idea alla prima occhiata non è mai stata così sbagliata, si stende male, e fa i grumi, è iperpigmentato sì ma non riempie in modo uniforme tutte le labbra; troppi accorgimenti da usare per applicarlo

play time: 4

si asciuga troppo velocemente facendo sì che si creino grumi e impedendo la correzione con un pennello o la rimozione di un’eventuale imperfezione

after feel: 2

non si può usare né un burrocacao né un primer, quindi si potrebbe pensare che il prodotto lasci le labbra morbide e duri un sacco, sì dura un sacco ma lascia le labbra mooolto secche; facendo i grumi, dopo le labbra non hanno un bel aspetto, soprattutto se il colore è scuro come quello che ho scelto io, appiccica troppo, io ho provato a chiudere le labbra e quando le ho riaperte ha fatto i fili tra un labbro e l’altro (meno male che non l’ho messo ad un primo appuntamento -.-“).

giudizio finale: 4,90 >> 5

Non ho troppe parole… sono molto delusa, gli avrei dato anche 2 0 3 come giudizio finale, ma la matematica non mente e la media ponderata, ahimè, è quella.

S.O.S. smalto scrostato

23 Feb

Allora, partiamo dal presupposto che uno smalto scrostato non si può vedere, a mio parere è veramente di cattivo gusto, poi certo, se si scheggia mentre siamo in giro non possiamo farci niente, ma è severamente proibito uscire di casa pienamente coscienti del fatto che ci manca un po’ di smalto in una o più unghie. Io, per esempio (lo so, forse sono un po’ fissata) se vedo anche solo un angolino di unghia senza smalto, anche se so che gli altri non lo noterebbero, devo correre ai ripari!!

unghie-scheggiate

1_ok

Ora, parlando di smalti ci sono due semplici regole da seguire: A. mai uscire con lo smalto scrostato e B. mai uscire senza almeno una mano di smalto.

Facile direte voi, ma cosa fate se 5 min prima di uscire vi accorgete che qualche unghia manca di smalto!? Se lo togliete e basta ciao ciao regola B e se ve fregate e uscite così ciao ciao egola A.

A questo punto ci sono due opzioni per rispettare entrambe le regole:

1. se per voi la regola A è imprescindibile allora dateci dentro con il solvente e rimuovete tutto lo smalto, poi applicate una mano di base che asciuga in fretta (regola B rispettata 😉 ),

2. se, invece, avere sempre le unghie laccate è un must, potete tentare il ritocco, ma solo se almeno i due terzi dell’unghia hanno ancora lo smalto; attenzione, però, il ritocco non si può fare all’infinto, diciamo che questo è un modo per risolvere il problema temporaneamente.

CONSIGLIO (NON) RICHIESTO: Se volete postare la vostra manina con il colore dello smalto scelto per farlo conoscere all around the world (sì ogni tanto lo faccio anche io 😛 ), magari non fatelo dopo una settimana, fotografate e condividete subito dopo aver terminato la manicure, non è bello vedervi mentre tenete in mano il boccetino di smalto con un unghia completamente scrostata. Stessa cosa per i #selfie, occhio ai particolari, magari non tutti lo notano, ma se trovate qualche nailpolish addicted state pur certe che la prima cosa che guarderà saranno le vostre unghie.

Ahhhhh, la nerditudine

19 Feb

Premetto che questo post non vuole essere né una critica né tantomeno una presa in giro verso le persone che di solito vengono classificate come nerd, anche perché credo di essere stata inserita in questa categoria anche io fino a qualche anno fa (probabilmente qualcuno mi ritiene una nerd sfigata ancora adesso, ma poco importa, io vado avanti con la mia vita :P).

wpid-images-6.jpegTornando a noi, la nerditudine, questa strana parola che non so se esista veramente o se sia un neologismo ma mi piace, la utilizzo qui per parlare di tutto ciò che rende una persona nerd, è uno stile di vita, un #instamood come direbbero gli affezionati di Instagram, e fino a qualche anno fa il termine nerd implicava di rimando che la persona in questione era uno sfigato. Ora, udite udite, non è più così, l’essere, o meglio l’apparire nerd va di moda: sì perché una cosa è esserlo veramente e una cosa è sembrarlo, se lo sei ti emarginano, se lo sembri sei un dio -.-“.
Ma passiamo a considerare due must della nerditudine: l’occhiale e il libro.

wpid-images-8.jpegGLI OCCHIALI. Una volta se avevi gli occhiali tutti ti prendevano in giro, il nomignolo migliore che poteveno darti era “quattrocchi”, io alle elementari ho avuto la sfortuna di unire gli occhiali all’apparecchio per i denti, vi lascio immaginare i commenti ricevuti, per la vergogna non lì ho più messi fino al liceo, poi ho capito che preferivo non diventare cieca a 16 anni e con i denti storti e sono rinsavita 🙂 Ora se non hai gli occhiali non sei nessuno, della serie “ma ndo vai se l’occhiale non ce l’hai!?”: chi da anni porta lenti a contatto finalmente le può alternare agli occhiali, nascosti in fondo al cassetto con un dito di polvere sopra, utilizzandoli come un accessorio in più con cui giocare (già che si devono usare, pena la vista di una talpa, almeno vediamo il lato positivo della cosa); e chi invece ha 10 decimi da ogni occhio e la vista a raggi X di Superman gli fa un baffo!? Semplice, loro gli occhiali se li fanmo fare finti, spendono dai 300 € in su per la montatura, perché se non è firmata non puoi far parte della famiglia dei nuovi nerd, e ci fanno montare sopra lenti neutre senza gradazione (che poi anche loro costano, come una con gradazione o.O). wpid-images-3.jpegOra, mi direte che non è possibile, che sono pazza, che non ci sono persone così frivole da spendere tutti questi soldi per una cosa che non serve a niente, e invece, vi assicuro che conosco più di una persona che l’ha fatto e alla domanda “Ma hai problemi di vista!? Non lo sapevo…” ti rispondono placidamente, come fosse la cosa più ovvia del mondo, “No, ma va di moda e poi mi fanno più intelligente” e a te non resta che fare sì con la testa e pensare “Ma veramente!?”
Ora, ognuno fa ciò che vuole e spende i suoi soldi come meglio crede, però io questa cosa delle leti finte la vedo un po’ come una presa in giro a tutte quelle persone che senza occhiali non vedono neanche la punta del loro naso, che magari non possono mettere le lenti a contatto perché sono allergiche, che portano perennemente occhiali con lenti spesse 2 cm e che darebbero qualsiasi cosa per poter andare in giro senza, vedendoci benissimo o anche solo con qualche decimo in più.
Ah già quasi dimenticavo, se volete una prova del connubbio nerditudine-occhiali, andate su goggle immagini e digitate “nerd” ora contate quante foto rappresentano un nerd reale e quante sono di qualcuno che vuole sembrare nerd ma che non lo è… visto!?

wpid-images-1-1.jpeg

wpid-images-5.jpeg

I LIBRI e LA LETTURA. Per i nuovi nerd, che se va bene leggono solo romanzetti rosa e se va male leggono i libri dei giocatori di calcio/reginette di bellezza di turno, l’avvento degli e-reader è stata come la manna dal cielo, “e-reader santo subito”: c’è chi dice “Non è che prima non mi piacesse leggere, anzi, ma i libri sono troppo pesanti invece questo è leggerissimo” (ma almeno qualche libro sopra l’hai caricato!? Oppure lo usi solo come accessorio!?) e chi invece ora può spacciare anche il più frivolo dei libri come una lettura impegnativa, così alla domanda “Cosa leggi di interessante!?”, fatta dal proprio vicino sul treno, si potrà rispondere “Sto leggendo Tolstoj, un po’ pesante, ma molto interessante, sai io solo letture serie…” catturando tutta la sua ammirazione, quando in realtà il titolo del libro è qualcosa di romantico e sdolcinato. La verità è che ormai i libri vanno di moda, ma non solo leggerli, anche scriverli, tutti ne possono pubblicaimagere uno, anche i più illetterati, tanto ci sono i ghost writers che scrivono per te…
Il problema sorge quando questi finti lettori incontrano chi lettore accanito lo è veramente perché se non si è abbastanza scaltri si rischia di fare una gran figuraccia: forse sono io che sono un po’ cattiva, ma quando mi rendo conto di trovarmi davanti ad un “lettore della domenica” mi diverto a metterlo in difficoltà 😀 Non ti piace leggere!? Pazienza, avrai altri interessi; non ti piace un determinato autore o non hai mai letto il libro di cui sto parlando!? Beh, ora sai che esiste questo libro e se ti interessa potrai comprarlo, non fingere di aver fatto cose che non hai fatto solo per sembrare più figo, tanto le bugie prima o poi vengono a galla (mi viene in mente un episodio in particolare, ma è troppo lungo e merita un post tutto suo 😉 ).
Ora un piccolo appunto sugli e-reader, c’è chi li ama e chi li odia, a me personalmente non piacciono più di tanto, lo so, sono comodi, leggeri, puoi portarti dietro un libro come “Mondo senza fine” senza sentirne il peso, ma proprio non ce la faccio, non ci riesco, e giuro che ci ho provato, ne ho scaricati due quando sono andata a Malta la scorsa estate, perché in aereo il peso accettato è quello che è, ma niente, leggo due pagine e poi devo smettere e non è per l’illuminazione, nè per la grandezza dei caratteri, no, mi manca la pagina da girare, il tenere in mano il libro, l’infilare il segnalibro, vedere quanto mi manca dalla fine e cose del genere. Lo so, vi sembrerò pazza, ma per ora W la carta stampata, le copertine rilegate e l’odore dei libri appena comprati =)

Il tecnologico

6 Feb

Dopo un po’ di assenza ecco ritornare un post sugli EDS (Elementi Da Scaricare) e questa volta parliamo dell’uomo tecnologico.

L’errore più comune che si può commettere è quello di pensare a questo individuo come ad una persona fanatica della tecnologia, della serie “io ho l’ultima versione di iPhone, ma ero indeciso se comprare il Galaxy, poi ho anche l’iPad o era meglio se prendevo quello della Samsung!? Ah, già, ho comprato anche un nuovo PC perché dopo un anno quello che avevo era già vecchio” e così via per tutta la sera. Sì ok, anche questo tipo di persona forse, anzi sicuramente, sarebbe da catalogare come men EDS, ma non è di lui che stiamo parlando, io sto parlando di quell’essere che apparentemente fa l’eremita, sta chiuso in camera tutto il tempo, perennemente connesso su tutti i social network presenti sulla faccia della terra e che quando esce con gli amici sbircia ogni 2 secondi il suo smartphone in attesa di notifiche non si sa bene di chi e da dove.

2014-02-03-13-54-15-2117992681

Il suddetto elemento fa dei social network la sua vita, cioè, una vita sociale ce l’ha anche lui al di fuori della rete, ma sul lato sentimentale preferisce cimentarsi in lunghi discorsi via etere. La cosa inizia più o meno così: vi conoscete, non vi ricordate neanche più chi vi ha presentati e quando, ma lui se lo ricorda benissimo e prontamente vi chiede l’amicizia du Facebook, vi segue su Twitter, Instagram e via dicendo. E fin qui tutto normale.

Il passo successivo è mettere “mi piace” su ogni link, foto, immagine profilo che voi condividete, e non solo, nonostante le sue “mille cose da fare” riesce anche a scovare quella foto scattata chissà dove una miriade di anni fa che neanche sapevate più di avere, dove sembrate appena uscite da una centrifuga in lavatrice e ha il coraggio di clickare “mi piace” perché così voi non potete non accorgervi di lui. E badate bene, questi segni di interesse arriveranno sempre ad orari della notte improponibili oppure nel secondo successivo alla vostra condivisione, della serie “The Big Brother is watching you“.

“mi piace” dopo “mi piace” decide che è arrivata l’ora di unire ai click un po’ di parole, così inizia a scrivervi in chat o su Twitter, nulla di strano, è una persona che conoscete, è normale scambiare quattro chiacchere; e qui già vi fregate con le vostre stesse mani, cioè, lo so anche io che è normale avere amici maschi con cui conversare, ma l’EDS tecnologico no, per lui ciao equivale più o meno a ti rispondo perché mi piaci, vi lascio immaginare se aggiungete anche qualche punto esclamativo o se proseguite con un come stai!? L’apoteosi poi è intrattenere una vera e propria conversazione con lui, nel migliore dei casi lo interpreterà come una velata dichiarazione d’amore.

images-1Il problema a questo punto si pone quando vi chiederà di uscire, voi, finalmente capito il suo vero intento, declinerete in modo gentile, più e più volte perché lui non è un tipo che demorde facilmete e penserà che i vostri continui rifiuti siano un modo per tirarvela. All’ennesima richiesta sarete costrette a tirare fuori la carta del fidanzato geloso che, vera o falsa che sia, funziona sempre e lui come se cadesse dalle nuvole (ma cadere veramente, battere la testa e dimenticarti che esisto no!?) vi chiederà: “Ma lui lo sa della nostra relazione online!?”. Come scusa non credo di aver letto bene, forse mi sta venendo una forma di cataratta precoce, o forse ho un calo di zuccheri con relativo calo della vista, aspetta che metto gli occhiali… ah, no, ho letto bene: “relazione online” e che sarebbe fammi capire!? Ci scriviamo due cazzate, mi metti qualche “mi piace” e stiamo insieme!? Oppure vuol solo dire che stiamo iniziando una relazione esclusiva e quindi non posso sentire/vedere/chattare con qualunque altro essere di sesso maschile!?

Ora, premettendo che certe cose proprio non le capisco, ogni volta che sento una storia come questa rimango senza parole anche perché seguendo la logica di questo tipo di ominidi, ogni ragazzo con cui abbiamo un rapporto in rete dovrebbe essere il nostro ragazzo/fidanzato, ma allora altro che monogamia, e non possiamo neanche parlare di bigamia, qui si arriverebbe direttamente alla poligamia e al posto di dire “guarda stasera non ci sono esco con il mio ragazzodovremmo dire “guarda stasera non ci sono chatto con il mio ragazzo 2.0.2, il 2.0.1 l’ho sentito oggi e l’1.0 l’ho già scaricato, era troppo obsoleto”.
Inultile dire che l’unica soluzione a questo problema 2.0 è ignorarlo del tutto, se proprio vi esapsera fino alla sfinimento vostro e di chi vi sta accanto bloccatelo su tutti i social network in cui vi ha trovato e se anche così non funziona non mi resta che farvi gli auguri e consigliarvi un viaggetto a Lourdes 🙂

Vademecum di un’amicizia: diffidate delle imitazioni

17 Dic

Einstein aveva pienamente ragione: tutto è relativo. Quello che per me può essere brutto per qualcun altro potrebbe invece essere bellissimo, una persona può essere antipatica ad alcuni e simpatica ad altri, anche l’amicizia ha un non so che di relativo. Non voglio dire il concetto di amicizia in generale, ma solo un tipo di amicizia, a parere mio, è relativo. Si può parlare di vera amicizia quando dietro al rapporto tra due persone c’è invidia e competizione!? Non sempre. Un esempio!? Eccolo servito su un piatto d’argento… quando un’amicizia nasce forse più per bisogno che per piacere molto spesso l’invidia e la competizione fanno da padrone e con l’andare del tempo a una delle due persone non servirà più l’altra e allora le loro strade si divideranno, ciao, grazie e tanti saluti, tranne poi incrociarsi di nuovo nel momento del bisogno.

Il problema qui è il disequilibrio delle due parti: l’esperienza mi insegna, che questo tipo di rapporto non si crea mai (o quasi) tra due persone che hanno bisogno l’una dell’altra e basta, spesso una, chiamiamola l’amica A (A di amica con la A maiuscola) è fermamente convinta (e difenderà per anni la sua convinzione) che sia vera amicizia, di quelle che basta uno sguardo per capirsi, di quelle che puoi raccontare tutto senza paura di essere giudicata mentre l’altra, l’amica X (X di “amica” su cui bisogna mettere una pesante croce di legno sopra) ascolta (si fa per dire), racconta (tanto, fin troppo) ed organizza le uscite a suo gusto e piacere senza chiedere pareri né altro. Ovviamente l’amica A, troppo buona e disponibile, è sempre pronta ad assecondare tutte le scelte dell’amica X senza fiatare, altrimenti la X si offende, diventa acida e si ammutolisce improvvisamente. SBAGLIATO!!  Questo è uno dei momenti in cui ci si deve accorgere che non è una vera amicizia: le cose si decidono insieme, tutte e due le parti devono parlarsi senza aver paura delle conseguenze, non esiste che se una delle due ha delle idee diverse l’altra faccia SEMPRE il muso.

Altro campanello d’allarme indice che X non è una buona amica e vi sta solo sfruttando!? Se X è fidanzata e voi no, lei tenderà a presentarvi amici cessi o logorroici descrivendoli come degli adoni, bellissimi, ricchissimi, simpaticissimi e bravissimi. E questo può andare bene una volta, anche due se proprio siete di buon cuore e vi sentite un po’ crocerossine, ma la terza NO!! Se voi fate presente all’amica X che quel tipo di ragazzo non vi piace e lei continua a proporverlo non è che lei proprio non vuole capire, è che NON VUOLE CHE VI FIDANZIATE!! Perché se voi vi trovate un ragazzo non potrete più dedicarle tutto il vostro tempo libero e vorrete anche voi parlare del vostro ragazzo come lei fa del suo, rubandole la scena.

La stessa cosa capita se vi piace una persona che non vi ha presentato lei: attenzione perché in questo caso X agirà in modo più subdolo, non vi dirà, infatti, che il lui in questione non va bene, ma farà leva sulla vostra bassa autostima e dirà: “Mah, fai un po’ come vuoi, ma secondo me tra te e lui non succederà niente; ma l’hai visto!? Non è alla tua portata!!” NO, NO E POI NO!! Mai farsi ledere l’autostima in questo modo (specialmente da un’amica), la maggior parte delle volte questo tipo di “frasi uccidi autostima” sono dettate dall’invidia: invidia perché il ragazzo che vi piace è più bello del suo fidanzato, invidia perché voi single potete flirtare con chi volete e lei no perché è impegnata.

E ultima cosa, ma non la meno importante, se anche l’amica X non fosse fidanzata, farebbe comunque le stesse cose citate sopra, sempre per invidia (voi forse a breve uscirete con un ragazzo, lei no) e per competizione (lei pensa di essere più bella e più simpatica di voi quindi se lei non ha un ragazzo non è logico che lo abbiate voi).

Prendendo quindi spunto da questi esempi, le 3 semplici regole perché un’amicizia sia di quelle con la A maiuscola sono:

  • parlare ed ascoltare nella stessa misura;
  • sì elargire consigli (se richiesti), no giudicare;
  • non farsi abbassare e non abbassare l’autostima (due amiche si sostengono a vicenda e non si fanno la guerra di nascosto).

E mi raccomando DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI!! Per una persona come l’amica X, troverete 100 potenziali amiche con la A maiuscola.

Il silenzio è d’oro

23 Nov

Dicono che il dialogo stia alla base di un buon rapporto di coppia; giustissimo!! Però, cari uomini, non prendete tutto alla lettera, come siete soliti fare, e cercate di cogliere le sfumature e le eccezioni di quest’affermazione.

Per esempio, nell’intimità, il silenzio è d’oro. Se proprio volete aprir bocca per qualche secondo (­e dico qualche!!) almeno abbiate il tatto e il buon senso di evitare certi argomenti, perché se certe parole, dette al momento giusto, possono far salire la libido alle stelle, ce ne sono altre che contribuiscono a farla finire 3 metri sotto terra.

Qualche piccolo suggerimento sulle parole da evitare sotto le lenzuola.

  1. Dire alla vostra donna che la trovate ingrassata e in generale farle notare altri suoi difetti fisici. Sì, ok, vale per tutti i momenti, ma nell’intimità è ancora peggio, se proprio volete avere uno slancio di sincerità magari fatelo in un momento più opportuno di questo, sarebbe perfetto quando siamo nel dormiveglia, con un occhio chiuso e l’altro semiaperto, quando potreste anche dirci che avete un’altra e noi diremmo “sì” solo per farvi tacere e lasciarci dormire. Però attenzione, non siamo esseri semplici noi donne, anche dirci che ci trovate dimagrite non va bene; già perché noi, a differenza vostra, quasi sempre cerchiamo un significato nascosto nelle parole altrui e quindi un “ti trovo dimagrita” nella nostra testa si trasforma in “ora sei magra ma prima eri una balena”. Una volta fatta la gaffe, potete anche provare a riderci su, ma è tutta fatica sprecata, ormai alla vostra dolce metà è passata la voglia di fare qualsiasi cosa e per farvela pagare fingerà un’emicrania fulminante almeno per i sei mesi successivi.
  1. Chiederle con quanti uomini è già stata. Allora, è vero che il detto è “chiedere è lecito, rispondere è cortesia” però in questo caso è già una cortesia se lei non vi lascia cinque dita stampate in faccia, si alza e se ne va. Io capisco che voi uomini, anche se non lo ammettereste mai, siete curiosi e soprattutto un po’ gelosi di chi c’è stato prima, però non è una cosa da chiedere nel bel mezzo del piacere, semmai se ne discute in un altro momento più adeguato.
  1. Elencare tutte le donne che l’hanno preceduta. Anche se sono poche e pensate di fare bella figura passando per il monogamo seriale da relazione lunga che più lunga non si può, non è così. Ripeto, noi donne cerchiamo sempre il significato nascosto, il doppio senso, e dire che avete avuto poche donne ci fa pensare a tante cose (ci sta raccontando una balla solo per farci cadere ai suoi piedi, se ne ha avute poche forse ha più difetti di quelli che noi crediamo, oppure, visti i tempi che corrono, in realtà le donne sono una copertura e lui è gay, ecc. ecc. l’elenco completo sarebbe troppo lungo) e solo dopo varie elucubrazioni mentali, all’ultimo posto mettiamo la monogamia seriale. In più, se il numero che dite è minore di quello degli uomini con cui noi siamo state ci fate anche sentire un po’ in imbarazzo e si sa imbarazzo e libido sono inversamente proporzionali, sale uno, scende l’altro.
  1. Vantarvi della vostra prestanza fisica. Meglio dimostralo con i fatti. Come dice il proverbio!? “Chi si loda s’imbroda”, ecco, appunto. Urlare ai quattro venti le vostre misure e i tempi di durata neanche li aveste misurati con il cronometro, non solo non è molto educato, ma rischia di farvi fare brutta figura proprio nel momento meno opportuno. Meglio non dire niente o, se proprio non potete tenere a freno la lingua, mantenere un profilo basso, giusto per non deludere le aspettative.
  1. Fare confronti con la vostra ex, anche se pensate di farle un complimento. Ok, sicuramente è meglio fare paragoni positivi (perché se sono negativi un bel manrovescio non ve lo toglie nessuno), però considerate che state parlando della vostra ex fiamma: a voi piacerebbe se proprio in quel momento, quando state per raggiungere il massimo del piacere, lei vi dicesse “sai, quando fai così mi ricordi proprio il mio ex!!”!? Non credo proprio!! Anzi, una frase del genere, oltre a farvi salire la gelosia e a farvi scendere la voglia, contribuirebbe anche a farvi scendere qualcos’altro. E a noi non dovrebbe succedere lo stesso!? Cos’è pensate che siamo esseri insensibili e ce ne freghiamo!?
  1. Dopo, chiederle se e quanto le è piaciuto da 1 a 10. Ma dove siamo!? A scuola!? Che se avete sbagliato qualcosa prendete 4 e venite rimandati!? O per bontà d’animo della vostra compagna vi viene rifilato un 6 politico giusto per non farvi amareggiare!? Non mi è mai capitata una domanda del genere, perlomeno non in termini di punteggio, ma vi assicuro, solo per puntiglio, fosse anche 10 (sì magari, a trovarlo) io dire “Mmm, sì diciamo 5, ma proprio perché oggi mi sento buona”.
  1. Paragonarvi a qualche suo ex o a qualche rivale a cui siete riusciti a soffiarla. Ora, voi direte, non può essere che uno sia così tonto da farlo!? E invece, sì, ve lo assicuro per esperienza personale. C’è chi per far vedere di essere il re del pollaio, fa paragoni con altri galletti con cui è in competizione; roba da ribaltarlo giù dal letto oppure, se si vuole essere più subdole, roba da dire “Beh, in effetti ora che mi ci fai pensare, forse era meglio l’altro”.

C’è ancora una cosa che per la sua importanza non ho voluto mettere nell’elenco, MAI, MAI E POI MAI CHIAMARE LA VOSTRA FIDANZATA/AMICA/AMANTE CON IL NOME DI UN’ALTRA!!!!!! Questa proprio è la gaffe delle gaffe, la regina, anzi, l’imperatrice delle gaffe. Sì perché qui non vi giocate solo la fine anticipata dell’amplesso, qui vi giocate la fine anticipata di tutta la storia “Ciao, prendi tutte le tue cose, vai, a mai più rivederci!!”.

Sicuramente oltre a queste spiacevoli frasi ce ne sono molte altre a cui non ho pensato, io mi sono limitata a proporvene alcune da esempio che arrivano dalla mia esperienza e da quella di alcune mie amiche.

E a proposito di esperienza, voi forse penserete che, per quanto un uomo possa essere tonto, non riuscirà mai a fare più di una gaffe a prestazione… e invece no; sarà che c’è gente che, come me, con gli uomini ha sempre una certa dose di sfortuna, ma  ci sono elementi che, nel giro di dieci secondi, riescono a sganciare più di una bomba tra quelle che vi ho elencato prima; finalmente il momento clou e proprio in quel momento, quello meno opportuno, non un secondo prima e non un secondo dopo, ecco a raffica tre frasi da far cascare le braccia anche ad una statua di Atlante (per chi non lo sapesse, il dio greco che sorregge il mondo): nell’ordine il gentiluomo X può arrivare a chiedere “No, tanto per sapere, con quanti sei stata prima di me!?”,  a dire “Hai visto!? Te l’avevo detto che non te ne saresti pentita!!” e udite udite “Mica sono come Y!!”. E dopo tutto ciò l’unico pensiero che la malcapitata può avere è: “ok, bene, è stato bello, quanto ci metti prima che possa rivestirmi e tornare a casa (con la libido ormai in una fossa)!?”.

Quindi cari esseri del sesso opposto, ogni tanto, anche quando il vostro cervello funziona poco e vi fate guidare da qualcos’altro che sta sotto la cintura, almeno una o due celluline grigie usatele per pensare e se volete dire qualcosa prima di farlo contate fino a 10 e poi non ditela comunque!!