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Cosmetica – ingredienti ed etichetta

19 Gen

Come avevo preannunciato, ecco qui il primo post!! 🙂 Partiamo con qualche consiglio sull’etichetta e su quello che c’è scritto su di essa.

Primo, l’etichetta non è solo l’elenco degli ingredienti, come alcuni possono pensare, ma è anche tutto il suo intorno, quindi scritte, molte volte ingannatorie, eventuale fattore di protezione del prodotto e così via… piano piano e man mano che imparerò di più scriverò un post per ogni parte…

Per ora mi vorrei soffermare sull’elenco degli ingredienti e sulle scritte che possono un po’ trarre in inganno il consumatore.

INCI

Allora dicevamo, l’elenco dei componenti del prodotto, partiamo dalle regole con cui questo viene fatto: tutti gli ingredienti vengono scritti in ordine decrescente e utilizzando il loro nome INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), però per tutti i componenti presenti al di sotto dell’1% questa regola non vale, li si può mettere in ordine oppure no e case diverse seguono strategie diverse per ordinarli; di solito i conservanti non superano l’1%, va da sé quindi che tutto ciò che si trova dopo i conservanti è presente in minima quantità. Gli INCI delle sostanze si ritrovano facilmente su internet.

Attenzione alcuni componenti hanno più di un nome INCI, il che vuol dire che li potete trovare scritti o in un modo o nell’altro, ad esempio la Paraffina Liquida o Olio di Vaselina, si può trovare come Paraffinum Liquidum oppure come Mineral Oil.

etichetta

Ora , un’altra piccola nota sugli INCI e sull’elenco, che mi sembra doveroso fare dopo aver letto un po’ di review a proposito di vari prodotti: la convinzione che elenco ingredienti corto = buon prodotto e elenco lungo = cattivo prodotto è falsa che più falsa non si può, non è detto, magari l’elenco è lungo, ma ci sono un sacco di attivi tutti a concentrazioni basse, altre volte è lungo perché alcune materie prime sono già di per sé l’insieme di due o più sostanze e nell’etichetta queste sostanze vanno segnate separatamente una ad una, ad esempio, l’Aperoxid, un antiossidante, è una miscela di lecitina, tocoferolo, ascorbil palmitato e acido citriico, nell’etichetta verranno segnati gli INCI di questi quattro componenti ; in altri casi ci sono pochi ingredienti, ma poi se si va a vedere quali sono ci si accorge che non sono niente di ché…

Poi c’è da confrontare il nome del prodotto con i suoi ingredienti in etichetta: non tutto è come sembra.

Un esempio eclatante è stato portato da Report, il Bio-Oil, che di biologico non ha niente; però attenzione qui sta a voi controllare l’etichetta e non pensare che tutto ciò che ha “bio” nel nome sia naturale o biologico…

Altro caso sono i nomi tipo “Crema alla Calendula”, poi si va a guardare l’INCI degli ingredienti nell’etichetta e la Candula è quasi al fondo, magari anche dopo il conservante…

Quindi primo consiglio sempre guardare gli ingredienti e la loro posizione, se sono dopo conservanti, coloranti e fragranza praticamente ce n’è uno sputo o comunque meno dell’1%.


Ora parliamo delle frasi, a volte fuorvianti, scritte sulle etichette.

Pratiamo da i NO che molte case inseriscono , cioè “no parabeni“, “no siliconi” no questo e no quello. Queste parole possono portare fuori strada perché possono far pensare che queste sostanze siano proibite e ritenute non sicure… non è così…

prendendo i parabeni, per esempio, non tutti sono autorizzati, è vero,  ma quelli autorizzati sono dichiarati sicuri se utilizzati sotto determinate quantità, peraltro molto basse…

stessa cosa per i siliconi… ora, non voglio star qui a soffermarmi sui loro pregi e i loro difetti perché so che c’è la fazione dei contro e quella dei pro siliconi (io più o meno sto nel mezzo), però oggettivamente a. non sono vietati, b. certi prodotti, ad esempio i primer trucco, senza siliconi non svolgerebbero il loro compito come dovrebbero e c. lasciano una sensazione sulla pelle che è inimitabile

Altre scritte fuorvianti sono “prodotto non testato sugli animali” (o scritte simili) e “nickel free” o “nickel tested“.

Partiamo dalla prima, è fuorviante perché fa pensare che chi non la mette sui suoi prodotti faccia test sugli animali, no, sbagliato, i test sugli animali sono proibiti, nessuna casa cosmetica prova i suoi prodotti sugli animali.

Per quanto riguarda il nickel, invece, “nickel free” è una bugia, non è possibile che non ci sia neanche un po’ di nickel nella preparazione, magari ce n’è talmente poco da non poterlo rilevare, ma c’è; e “nickel tested” vuol dire poco e niente, in pratica vi dice che è stato testato per la presenza i nickel ma non dice se e quanto ne hanno trovato, c’è!? non c’è!? e se c’è, ce n’è tanto!? ce n’è poco!? rispetta i limiti imposti!? Boh, non ci è dato saperlo… attenzione però, perché molti interpretano questa scritta come: è stato testato e non è stato trovato…

P.S. spero che questo primo post vi sia piaciuto e sia stato d’aiuto… per qualsiasi domanda non esitate a scrivere un commento o una mail e se volete che parli di un argomento in particolare ditemelo, cercherò di documentarmi e di scrivere un post in merito 😉

 

 

 

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