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Gli -enta in avvicinamento

25 Set

Tra pochi giorni arriverà QUELLA data, il mio compleanno, e con questa data arriverà anche la cifra tonda… i fatidici 30

 

… … …

 

azz… già mi viene l’ansia…

 

Ma poi, l’ansia per cosa!?

Passiamo la vita a raggiungere traguardi e ad ogni traguardo gli altri hanno delle aspettative nei nostri confronti.

Compiamo 18 anni, dobbiamo scegliere l’università e decidere cosa faremo da grandi, perché in fondo un po’ grandi già lo siamo, le decisioni sono solo nostre e dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Ed ecco un altro traguardo, la laurea… e dopo!? Cosa vuoi fare adesso!? L’hai scritto un curriculum!? Devi trovare un lavoro, non puoi mica vivere d’aria!! E insieme alla laurea c’è il compimento dei 25 anni, perciò dobbiamo essere più seri, più responsabili e dobbiamo iniziare a mettere la testa a posto.

Ma è quando iniziano ad avvicinarsi i 30, così minacciosi, così carichi di (falsi) miti e leggende, che le aspettative crescono, ma non tanto quelle delle persone vicine a voi quanto quelle di tutti gli altri… beh, a 30 anni è ora di mettere veramente la testa a posto… Quand’è che ti sposi!? E i figli!? Alla tua età io avevo già sfornato 2 marmocchi… il tutto avvalorato dal fatto che in ogni direzione in cui guardi (o meglio, in ogni post sui social che guardi) vedi persone della tua età, amici, compagni delle elementari, colleghi universitari, che si stanno per sposare o sono in attesa di un figlio (qualcuno ha anche 1 o 2 figli già all’asilo).

Ora, io sarò cinica, poco romantica e forse mi sento ancora un po’ figlia, ma una cosa non la capisco… ma tutta sta fretta di sposarsi e fare figli da dove arriva!? Cioè, non è che superati i 30 ci chiudono in uno stanzino e non esistiamo più, e nemmeno raggrinziamo come una prugna secca appena scatta l’ora X.

Forse perché io non mi sento ancora arrivata (oltre al non sentirmi pronta ovviamente), non ho un lavoro fisso, non ho dimestichezza con le storie a lungo termine ecc… però proprio questa cosa non la capisco… Non fraintendetemi, ognuno fa le sue scelte, ma perché tu sposa e madre a 25 anni devi venire a rompermi le palle se io, a differenza di te, viaggio bene da sola o accompagnata con chi la pensa come me!? Perché mi devi mettere l’ansia!?

Che poi, io una persona con cui sto bene ce l’ho anche… ma stiamo bene ognuno a casa propria, nelle nostre camere da figli unici, seduti a tavola a cenare con i nostri genitori e a fare quello che si vuole senza troppa invasione di spazi. E i bambini non è che non mi piacciano… per dire, ieri mi sono emozionata perché la figlia della mia migliore amica ha detto “mamma” per la prima volta… i bambini mi piacciono,  sono carini, dolci ecc, ma fondamentalmente mi piacciono perché sono figli degli altri…

Insomma io a (quasi) 30 anni ho capito che tutte le cose che mi piacciono sono belle fino a quando devo gestirne solo i lati positivi, poi iniziano a diventarmi stretti… “Ciao, sono S. e mi piace vivere nel mondo delle favole ” “Ciao S.”

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Paura e sentimenti

26 Apr

26 Aprile.

Un anno fa a quest’ora una delle mie migliori amiche si sposava, un anno fa a quest’ora faceva bello, c’era il sole ed ero contenta come una pasqua, un anno fa, tornando a casa, io e lui abbiamo fatto un discorso che mi gira nella testa un giorno sì e l’altro anche… “Io non ci provo con le ragazze”… La batosta… certe volte basta una semplice frase per farci capire veramente cosa proviamo e cosa vogliamo e allo stesso tempo farci realizzare che quella cosa non l’avremo mai…

Come si fa quando si corre su due binari paralleli, quando si sa, o almeno si percepisce, che la persona che abbiamo davanti vuole le stesse cose che vogliamo noi ma c’è un muro trasparente che ci separa!? Se io e lui siamo uguali, l’unica soluzione sarebbe che ad un certo punto uno dei due binari cambi piano piano direzione fino ad incontrare l’altro… ma quanto tempo si può aspettare perché questo succeda!? E se prima che succeda sulla nostra strada si incrociano altri binari!? Ma poi, ne vale la pena!? Aspettare intendo… e cosa!? Che scatti qualcosa nella nostra testa che ci faccia fare la follia di cambiare radicalmente rotta!?

La mia riposta è stata “Neanche io ci provo con i ragazzi”… lui ha insistito, mi sono confidata, ho cerato di fargli capire il mio punto di vista, ma forse l’ho fatto solo per farlo capire a me stessa, perché mi sono sempre nascosta dietro alcune scuse, alcuni fatti a cui in realtà non penso più e verso cui provo solo rabbia, non dispiacere, non ci soffro più insomma… ma da un anno a questa parte le sue domande e le mie parole mi risuonano nella testa, devo capire, devo capire perché anche se non sono super timida, io con i ragazzi che mi piacciono veramente non ci provo… e ogni volta che cerco di razionalizzare la cosa una fitta al cuore e un groppo in gola mi ricordano che, in fondo, non c’è niente da razionalizzare, è solo paura, paura di riaprire vecchie ferite, di ingigantirle o forse di crearne di nuove fresche e dolorose…

Si lotta per ciò che si vuole, si lotta, si cade, ci si fa male e ci si rialza… e allora è solo che forse in fondo in fondo lui non ne vale la pena!? Oppure è la paura di non riuscite più a rialzarsi!?

 

Autopsicoanalisi vol. 2 – masochismo, istinto e insicurezza

17 Gen

Ogni tanto credo di andarmele a cercare, no, cioè, proprio di volerle anche se può essere sbagliato…

Alla fine da lui ci sono andata, dove lavora intendo, di nuovo, perché poi il suo lavoro lo fa anche discretamente bene e quindi perché andare da qualcun’altro!?

Sì però, mannaggia, tutte ste storie sul fatto che le donne devono farsi desiderare, devono tirarsela un po’ e poi io gli corro dietro neanche fosse Leonardo Di Caprio all’epoca di Titanic (perché, ammettetelo, lo so, a chi non piaceva in quel film!?), “Dopo vado a bere una birra, vieni!?”. Ma poi in fondo chi se ne frega, lo so che non dovrei, che, insomma, di contro ce ne sarebbero una lista infinita ma, ripeto chi se ne frega. Ma dico, con tutti quelli che ci sono in giro, proprio da lui dovevo tornare!? Proprio adesso!?

autopsicoanalisi_1

Seduta di psicoanalisi parte uno “Ciao, sono S. e ogni tanto sono masochista e me le vado a cercare” “Ciao S.”.

Che poi, voglio dire, non è che non ci ho pensato, perché ci vado!? Per l’egoismo sentimentale di cui parlavo!? Perché voglio vedere se gli piaccio ancora!? Perché ho bisogno di alzarmi l’autostima (sì vabbè, ma mi si potrebbe anche abbassare) o perché in fondo lo voglio ancora!? Perché gira che ti rigira, lo so già che non so resistergli…

E qui partono mille domande, perché questa cosa non è razionale, ma proprio per niente… ho resistito a persone che poi mi hanno lasciato perdere perché sembravo poco interessata, a persone di cui sapevo mi sarei innamorata, a persone che con il senno di poi sarebbero state giuste per me ma in quel momento non ero io ad essere giusta per loro e a lui non riesco a resistere!? A lui, per cui non provo niente oltre ad una forte attrazione!? Sarà l’istinto!? Ma l’istinto non è razionale!! E io sta cosa di farmi guidare dall’istinto non riesco a gestirla tanto bene, non ci sono abituata e in verità non riesco proprio a digerirla… seduta di psicoanalisi parte due “Ciao, sono S. e usare l’istinto mi spaventa” “Ciao S.”. Sì perché in fondo è quello il problema, per me 2+2 fa sempre 4, non esiste che faccia 5 e se fa 5 vuol dire che ho spento il cervello… e io ho paura di spegnere il cervello, di lasciarmi guidare, di fidarmi degli altri e seguire solo ciò che provo… a allora perché con lui sì e con gli altri no!? Forse perché con lui non ci sono sentimenti di mezzo!? Non c’è il rischio di soffrire!?

Comunque tutte ste paranoie e poi tanto mi sono messa in tiro e sono andata da lui, e a bere dopo e sono tornata a casa alle 4 senza concludere niente ma con tante premesse per la prossima volta…

Ah, la prossima volta… la prossima volta di cosa!? La prossima volta che mi presento da lui al lavoro o la prossima volta dopo due anni!? No perché potrebbero coincidere, oppure no, dipende da me fondamentalmente…

Seduta di psicoanalisi parte tre “Ciao, sono S. e mi sta venendo l’ansia da prestazione” “Ciao S.”. Ma dico no, non era più semplice se ne trovavo un altro!? Nessuna paranoia, nessuna aspettativa, eh no, perché sono masochista… poi ci mancava solo che vedessi la puntata di “Hart of Dixie” dove Wade dà i voti a Zoe e ciao, partono i film… e se poi non è come si aspetta!? E se pensa che in due anni sia cambiata e invece scopre che sono rimasta sempre la stessa!? E se mi chiede con quanti sono stata dopo di lui!? E se…!? E se… !?
Cioè, qui altro che psicoanalisi,  altro che ansia da prestazione, se vado avanti così mi viene proprio il panico…

Però pensandoci, voglio dire, anche io ho delle aspettative, e se fosse lui a disattendere le mie!?

Tinder, l’app del momento

30 Dic

Che poi io fino a qualche settimana fa mi ripetevo “ma figurati se mi scarico sta cosa, è da disperati!!” e invece è 3 giorni che l’ho scaricato  e non ho ancora capito se l’ho fatto per disperazione (in effetti forse un po’ disperata potrei esserlo), per divertimento o  per avere un qualche feedback da persone che non mi conoscono…

però alla fine l’ho scaricato, quindi poco importa perché l’ho fatto, non faccio mica male a nessuno no!?

Ora, non voglio farvi la cronistoria delle mie conversazioni né raccontarvi i miei incontri, questo c’è già chi lo fa su un altro blog “diario di una ragazza (non troppo) per bene“, che io leggo sempre volentieri, però è anche vero che il mio è un diario e allora qualcosa magari mi verrà voglia di scriverlo nero su bianco.

Come ho detto appunto è da 3 giorni che lo uso e già ho capito un po’ di cose.

Prima di tutto ci si sente meno in imbarazzo di quello che ci si può aspettare, metto 💚 e ❌ come se non ci fosse un domani perché poi tanto se non c’è compatibilità l’altro non lo sa cosa ho fatto e se c’è compatibilità è perché ci piacciamo, abbiamo messo tutti e due il 💚 e a quel punto non c’è più nessun problema…

e infatti su una cosa sono certa, dal primo uso che ne ho fatto già mi sento più libera di prima, libera di esprimere ciò che veramente penso senza vergognarmi o urtare la sensibilità altrui e libera di mettere in atto la mia selezione, cioè sono una difficile io…

Poi, per chi ha bisogno di risollevare la propria autostima (e io ne ho seriamente bisogno in questo periodo) questa è l’app migliore perché vedi solo le persone che ti piacciono e ricambiano quindi almeno inizialmente non puoi avere delusioni…

E ho anche capito, che in fondo noi ragazze ci mettiamo più in gioco di quanto non lo facciano i maschi… ehhhhh è proprio vero, non ci sono più gli uomini di una volta…

Comunque tornando ai miei primi tre giorni, nell’ordine, ho scelto le foto dal mio profilo Facebook, e qui è stato facile, rigorosamente da sola perché ci manca solo che mi scambino per qualche mia amica e sono fregata, poi c’era da selezionare il range di età desiderato e anche qui è stato relativamente facile…

la vera incognita sono stati i km di distanza perché se ne metto pochi tanto vale uscire di casa e andare a caccia e se ne metto tanti, sono tanti appunto, se poi consideriamo che abito in una regione con confini in altri stati capite bene che posso trovare di tutto…

alla fine ho optato per 100 km, anche perché diciamocelo, avessi messo 30 km il mio raggio arrivava fino a Torino e Ivrea e in mezzo tutti i paesi vicino al mio e allora a questo punto A. vado al bar sotto casa e li trovo tutti lì e B. no grazie, ho già dato, se uso Tinder  forse è perché loro non mi vanno a genio.

Finiti i preliminari ho iniziato a dare 💚 e ❌ a manetta, quando ho iniziato a scartare tutti ho capito che A. sì sono una persona difficile  e B. ad un certo punto non guardo neanche più i profili e per noia cestino tutti, quindi arrivata a quel punto ho smesso.

Dopo un po’ avevo già all’attivo una decina di compatibilità ma solo due mi hanno scritto, come dicevo non ci sono più gli uomini di una volta e io in fondo rimango sempre quella del “la prima mossa deve farla l’uomo” o forse no!? Cioè, voglio dire, ci ho pensato a questa cosa e in fin dei conti, se andiamo ad analizzare bene la situazione, se c’è compatibilità vuol dire che a me piaci tu e a te piaccio io no!? E allora che male c’è se ti scrivo un “ciao!!” io per prima!? Tanto se hai cambiato idea basta che mi togli il cuoricino e se no mi rispondi…

Tornando agli unici due ragazzi con un po’ di intraprendenza uno è S., primo contatto nel mondo Tinder, di lui ho capito due cose ancora prima di 💚, la prima è che è di Torino, vista la distanza era di facile deduzione, la seconda è che fa il barman… Quindi cosa faccio!? No perché la combinazione S. e barman già lo conosco, e anche bene direi, e poi il cliché del barman che rimorchia a lavoro è vera…  alla fine però siamo compatibili e ci siamo sentiti…ma la nostra conversazione va molto a rilento un po’ perché lui ha due lavori e una grande passione da coltivare un po’ perché io in questi giorni devo studiare… però non mi dispiace che sia così perché vuol dire che non sta attaccato giorno e notte a Tinder, cioè, insomma, vuol dire che non è un disperato…

Anno nuovo vita nuova

28 Dic

Eccoci qua, quasi giunti al giro di boa (che poi se ci penso bene, dopo tutti questi pranzi/cene di Natale la boa potrei essere tranquillamente io)… ogni anno faccio grandi progetti che poi immancabilmente non realizzo, più mi pongo un obiettivo fermo meno riesco a raggiungerlo, funziona meglio quando mi dico “vorrei riuscire a fare questo e quello” ma senza darmi delle scadenze e allora non farò una lista dei buoni propositi, farò un breve elenco dei miei vorrei per l’anno nuovo:

per il blog vorrei ricominciare con i post “dedicato a…” ma non a cadenza settimanale, ci ho già provato e ho fallito, più mi impongo di dover scrivere qualcosa più la pagina rimane bianca; poi vorrei iniziare a parlare un po’ più di beauty e cosmetici, in modo anche un po’ tecnico se possibile, visto che spero di avere un futuro come cosmetologa, ma per maggiori dettagli vi rimando ad un mio futuro post introduttivo sull’argomento;

riguardo agli uomini, bah, vorrei tanto lasciarmi andare un po’, primo perché tra il master, il lavoro e il resto di tempo per pensare di correre dietro a qualcuno non ce l’ho (ma se qualcuno vuole correre dietro a me è il benvenuto 🙂 ) e secondo perché ho passato un anno in un limbo con una persona che non si capiva cosa voleva e intanto ho attraversato un periodo, per così dire, di magra estremo, per cui anno nuovo, vita nuova, S. nuova, nuove conoscenze 🙂

di rimando a cosa detto sopra vorrei concentrarmi di più su me stessa, sul lavoro e sul mio futuro, e quindi anche sullo studio senza farmi distrarre da altro.

Ecco, questi sono i miei principali “vorrei” per l’anno nuovo, bilanci di quest’anno non ne faccio perché mi verrebbe la depressione solo a ripensarci, ma tra 4 giorni sarà già il 2015 e allora perché rivangare il passato!?

Buona fine e buon inizio!!

Autopsicoanalisi vol.1 – egoismo

23 Nov

Ogni tanto penso che avrei dovuto fare psicologia, altro che ctf, ricerca e master, psicologia e basta, anche uno che mi ha abbordata per strada pensava facessi la psicologa, magari ho la faccia di una che dà sicurezza, mah. Fatto sta che ogni volta che mi succede qualcosa fuori dalla logica, o per lo meno fuori dalla mia logica, mi psicoanalizzo per capire il perché e il per come dei miei comportamenti. Sono una razionale, io, seguo il metodo scientifico, quindi quando in me prevale l’istinto devo darmi una spiegazione per il mio comportamento.

Nell’ultimo periodo ho capito che per certe cose sono un po’ egoista, ecco l’ho detto, ammetterlo è già un passo avanti no!? “Ciao, sono S. e sono un’egoista sentimentale” “Ciao S.”  “rimango attaccata a tutti i sentimenti altrui, anche quelli vecchi e decrepiti come se dovessero sempre essere così”.

Il problema è che quando un mio ex si rifà una vita e lo comunica a gran voce sui social io mi sento un fastidio all’altezza dello stomaco, come se non avessi digerito qualcosa e in effetti è lui a non essere stato digerito, o meglio, il mio stomaco mi fa capire che, detto in modo poco fine e molto diretto, mi rode: mi rode il fatto che si sia trovato un rimpiazzo alla sottoscritta, mi rode di non poter far lo stesso e mi rode la consapevolezza che di me a lui non frega più niente. Ora vi sembrerò matta, ma anche con gli ex di una vita fa mi capita lo stesso, se ci vediamo e siamo tutti e due sigle io parto dal presupposto che gli farò lo stesso effetto che gli facevo cinque o dieci anni fa, anche se a me ora ricorda solo un’aringa andata a male e mi chiedo “come diavolo ho fatto ad uscirci insieme!?”. Ed è a questo punto che ho iniziato la seduta di psicoanalisi con il mio io. Ma se io ho cambiato idea su di lui, perché lui non dovrebbe aver cambiato idea su di me!? E’ razionale no!? E allora sono arrivata a pensare di essere troppo piena di me, di considerarmi troppo figa per essere dimenticata e da qui panico e depressione, io che ho sempre riso in faccia a persone così, soprattutto se portatrici del cromosoma Y. Così ho iniziato a tenere un profilo basso e a cercare di ridimensionarmi fino ad annichilirmi. Si sa, io sono o tutto o niente, e in questo caso così ho fatto, sbagliando, perché un fatto che mi è capitato di recente mi ha portata a capire che non penso di essere al centro dell’universo, sono solo sentimentalmente egoista.

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Sono passati due anni da quando è successo, e non so né perché né per come ma mi sono ritrovata a pensare che forse una “minestra riscaldata” non è sempre da buttare e così sono tornata da lui, sono andata dove lavora, giusto per sondare il terreno e sì, per una volta  mi è sembrato che le cose fossero come le avevo lasciate due anni fa. Ma lui non è un LUI con le maiuscole, e solo un amico tanto tanto figo con cui mi sono divertita e con cui mi divertirei volentieri e questo mi ha aiutato a capire; sì perché si da il caso che le cose siano cambiate anche se non sembra, in questi anni mi sono tenuta alla larga perché era fidanzato e avendolo già catalogato come traditore seriale (di cui in seguito vi parlerò) non volevo per così dire mettermi in mezzo, ora pensavo fosse single e invece, ah, scoperta, nonostante il suo stato su facebook non facesse trasparire nulla ho scoperto che si sta frequentando con un’altra. Eccolo, il bruciore allo stomaco, ma se prendo il maalox secondo voi mi passa!? Allora, analizziamo la situazione, seduta di psicoanalisi a me stessa parte due “Ciao, sono S. e lo voglio solo per me” “Ciao S.”. Che le mie amiche dicano cosa vogliono, io lo so, lui non mi piace a livello sentimentale, è un amico, fisicamente mi attrae e poi!? E poi niente!! E allora perché mi rode che esca con un’altra!? Non fraintendetemi, sono contenta se ha trovato magari quella giusta, ma mi rode comunque, anche se è solo per una notte di sesso mancata e poi ciao arrivederci. Perché sono egoista, perché penso che se c’è un’altra persona io non avrò più un trombamico da cui andare (o con cui venire) a meno che non butti nel cestino tutti i miei principi e gli lasci compiere il reato di traditore seriale con me. Per ora all’egoismo è prevalso il buon senso e da lui non sono più tornata, ma se ci tornassi, se una sera spegnessi il cervello, seguissi l’istinto e piombassi dove lavora!? Seduta di psicoanalisi parte tre “Ciao, sono S. e ogni tanto mi lascio trasportare dall’istinto e faccio cazzate, ma cazzate appaganti” “Ciao S.. Il resto alla prossima puntata, sempre che un seguito ci sia 😉

8 certezze di fine anno (perché 10 sarebbero scontate)

30 Dic

E così siamo giunti al 31 Dicembre, domani sera si prospettano grandi festeggiamenti, ma prima la tradizione vuole che ogni essere su questa terra stenda una lista, quella dei bilanci (dell’anno appena passato) e dei buoni propositi (per l’anno che verrà). Io personalmente mi sono stancata di seguire la tradizione, mi piace distinguermi dalla massa, e la fatidica lista l’ho già stesa qualche mese fa (https://diariodiunabiondasvirgolata.wordpress.com/2013/11/16/milano-torino-desideri-bilanci-e-nuovi-propositi/), ma il 2013 deve avere una degna conclusione, quindi vi lascio comunque con un elenco fatto di piccole cose, gesti, eventi e persone che sono così da sempre e che il passaggio al 2014 non farà di certo cambiare (e che io, da buona outsider, cambierei volentieri):

  1. i nodi, sì quelli che si formano sempre e dico SEMPRE nelle collane o nel filo delle cuffiette dell’Ipod; io ci provo tutte le volte, ripongo la collana con cura, per non attorcigliare i fili eppure quando la uso la volta successiva devo passare delle ore a sciogliere i nodi, e avete notato che più la catena è fine più è facile che se ne formino!? Stessa cosa per le cuffiette, le arrotolo con cura stando attenta a non rovinarle, le infilo in tasca e poi venti minuti solo per trovare come districarle, neanche ci fossero delle mani invisibili dentro le mie tasche che per dispetto mi legano i fili -.-
  2. il rapporto tra adulti e bambini, ma non sto parlando di quello tra genitori e figli né tra maestra e alunno, sto parlando del comportamento che gli adulti assumono quando davanti a loro hanno un bambino che non arriva all’anno di età, avete notato come suddette persone tendano a sembrare dei completi imbecilli in questa situazione: “Ma ciaooo!! Ma quanto sei bello tu!? E’ vero che sei bello!?” oppure “Ma guarda quanto sei cresciuto!!” e ancora “Chi è il più bello della mamma/zia/nonna!? Eh, chi è!?”, il tutto condito con una vocina acuta e sorrisi a 32 denti; e la mia domanda è perché!? Veramente, vorrei essere un bambino di quell’età ma con il cervello di adesso per capire cosa proverebbe in una situazione del genere;
  3. l’uomo e le dimensioni, sì perché l’uomo più ce l’ha piccolo più fa il fenomeno; cosa avete capito!? Io sto parlando del classico mezzo a motore con quattro ruote che siamo soliti usare per spostarci, l’auto: più è piccola più gli uomini che la guidano pensano di essere Fernando Alonso e di fare una gara di formula uno; per esempio l’altro giorno mi sono trovata un elemento (perché il termine uomo non sono sicura renda l’idea) che mi stava appiccicato alla macchina, continuava a spostarsi per vedere se riusciva a sorpassare e ha anche suonato il clacson, alla fine stufa di avere il suddetto deficiente dietro mi sono spostata per farlo passare e lui sgommando a tutto gas ha tentato il sorpasso con la sua magnifica, sfavillante macchinina elettrica rischiando di fare un frontale con l’auto che stava arrivando dal senso opposto; a proposito di questo punto mi viene in mente una frase de “Il diavolo veste Prada”: “Piccolo uomo, ego gigantesco” ecco, io per questa occasione la modificherei in “Piccola auto, ego gigantesco” 😉
  4. tacchi e le scale, o meglio l’altezza dei tacchi e il numero di scalini associati alla lunghezza della gonna, alla possibilità di cadere e al numero di persone che ti vedranno; la relazione più o meno è questa: l’altezza dei tacchi è direttamente proporzionale al numero di scalini che si devono scendere, più sono gli scalini più le probabilità di cadere a faccia in giù e con il sedere per aria aumentano, a questo punto più la gonna è corta più le persone che ti vedono in tutta la tua leggiadria mentre salti uno scalino, mostri le tue grazie e finisci in ginocchio sul pavimento aumentano (ecco, ora me la sono tirata, e domani sera dall’alto dei miei 12 cm di tacco farò la stessa fine -.-“);
  5. le/i pettegole/i; loro ci saranno sempre, non te ne potrai mai liberare e purtroppo ce ne sono di vario tipo (di cui discuterò a fondo in un post futuro), c’è quella che non sembra e che non riuscirai mai ad incolpare per una fuga di notizie, quella che, al contrario, sai che aprirà bocca appena te ne sarai andata, poi quella che storpia a suo favore ciò che le hai appena raccontato, la selezionatrice che racconta solo quello che le fa comodo e l’invidiosa che apre bocca solo per raccontare i tuoi segreti imbarazzanti (mi raccomando, se vi vengono in mente altre categorie non esitate a elencarmele 😉 ); in ogni caso, tranquille, tutti questi “mostri” non si possono annientare, ma si possono combattere e indebolire 😉
  6. il trucco; mi spiego meglio: ci sono le mattine in cui ci svegliamo di buonora, scegliamo accuratamente come vestirci e abbiamo tutto il tempo di truccarci come si deve, fondotinta, cipria, mascara, matita e ombretto, e quelle mattine in cui ci alziamo estremamente in ritardo ed è tanto se riusciamo a stendere un po’ di fondotinta giusto per renderci presentabili; ecco, nel primo caso durante i nostri giri fuori dalle mura domestiche non incontreremo nessuna persona da noi conosciuta, invece, se ci troviamo nella seconda situazione abbiamo il 99,9% delle possibilità di incrociare sul nostro cammino tutte le persone che conosciamo, gli amici dei propri genitori/nonni e chi più ne ha più ne metta, e tutti a chiederti “Come stai!? Ti vedo un po’ sciupata!!”; se poi siamo proprio nella fase “la sfiga ci perseguita” ci imbatteremo anche su di lui, l’esemplare di sesso maschile per eccellenza, il nostro Lui con L maiuscola, il bello e impossibile che sogniamo di conquistare dall’era dei tempi; ecco, in questi momenti io vorrei fare come gli struzzi, mettere la testa sotto terra e cercare di non farmi notare >.<
  7. residui insolubili quelli ahimè non diventeranno mai una specie in via di estinzione come i Dodo e purtroppo non sono teneri come loro (quasi quasi farei cambio); l’anno cambia di una cifra mentre loro non cambieranno neanche di una virgola, però, come ho già scritto nel post dedicato a loro, se non puoi combatterli fatteli amici, almeno in certe situaizoni 😉
  8. i Kg in più; le feste natalizie sono belle, per carità, ma quando finiscono ti lasciano in regalo almeno uno o due Kg in più -.-‘ purtroppo nessuno è immune, si inizia con qualche aperitivo/cena pre-natalizia per scambiarsi regali ed auguri, passando per cenone della vigilia, pranzo (e qualche volta anche cena) di Natale e si finisce (forse) con il cenone di Campodanno; e poi al posto di camminare si rotola; per fortuna Natale arriva solo una volta l’anno e non è a ridosso dell’estate e della prova costume 😉

Bene, quest’anno  è ormai arrivato agli sgoccioli e io vi auguro una buona fine e un buon inizio!! Buon 2014 a tutti!!!! E speriamo sia migliore del 2013 😉