Archivio | vademecum RSS feed for this section

Pettegoli e pettegolezzi: breve guida all’identificazione del pettegolo D.O.C. vol.1

12 Mar

Tutti abbiamo tra i nostri amici e conoscenti almeno un pettegolo e anche noi almeno una volta abbiamo spifferato cose che non dovevamo, e non provate a dire che non è vero perché prima o poi capita a tutti. Ma non tutti i pettegoli sono uguali e non tutti vengono per nuocere, ce ne sono dappertutto, di tanti tipi e con livelli di pericolosità diversi; purtroppo non sono una specie in via di estinzione, quindi dobbiamo tenerceli, in certi casi riuscire a contrastarli e in altri sfruttarli a nostro vantaggio.

Ecco qui una breve guida all’identificazione del pettegolo D.O.C.; come ho detto ce ne sono di vari tipi, quindi partirò da quello meno pericoloso, fino ad arrivare al pettegolo più temuto, quello da cui, una volta individuato, sarebbe sempre meglio stare alla larga. In questa prima parte vi elencherò i primi 5 pettegoli, i primi 3 sono quelli “meno pericolosi” mentre il 4° e il 5° faranno da linea di separazione per i 5 che vi descriverò prossimamente.

Ma partiamo subito con le descrizioni.

1. il PETTEGOLO ALCOLICO: lo classifico come il più innocuo perché in parte non è colpa sua se apre bocca per far uscire i fatti altrui, è l’alcool che gli da una mano. Si tratta di quelle persone che sanno mantenere abbastanza bene i segreti, ma ogni tanto vorrebbero condividerne qualcuno perché alla fine a tenerne troppi dentro di sé si rischia di esplodere. Ma badate bene, da sobrio il pettegolo alcolico cerca in tutti i modi di essere corretto e non proferire parola, non dategli però un cocktail in mano se prima vi siete confidati con lui, perché non solo potrebbe perdere il controllo di sé, ma potrebbe anche avere la lingua più sciolta e spifferare tutto dalla A alla Z. In questa situazione, per riuscire a salvare la faccia, bisogna dissimulare e negare fino alla morte, “no, ma non e vero, io non ho mai detto quella cosa, ma come puoi pensare che l’abbia fatto!!” e ancora “ma non vedi che è ubriaco/a!? Ma ti pare che possa dire cose sensate in quello stato!?”, di solito funziona e se non funziona avete due opzioni, continuare a negare anche l’evidenza oppure fare mea culpa e confessare;

images-15

2. il PETTEGOLO INCONSAPEVOLE: poverino, lui non lo fa apposta ad aprire bocca, capita per caso!! Ecco, la sua attenuante è questa, non lo fa apposta nè vuole creare problemi ma ahimè lo fa in modo inconsapevole; noi gli raccontiamo una cosa e lui, anche molto tempo dopo, parlando con un altro, per associazione logica ricorda la nostra confidenza e dice “ma sai che proprio l’altro giorno X mi dceva la stessa cosa!?” senza pensare che l’amico può rivelare tutto ad un altro amico e via dicendo fino a quando le nostre parole arriveranno all’orecchio della persona sbagliata e allora “apriti cielo”, succede il patatrac, casca la torre di Pisa e non possiamo più evitarlo. In questo caso non vi dico di stare alla larga da lui perché, veramente, non lo fa apposta e quando capisce di aver fatto un pasticcio si sente mortificato e vi chiede scusa una miriade di volte (e non sono false scuse, gli dispiace davvero!!); dovete però cercare di selezionare quello che gli raccontate, anche se è il vostro migliore amico, ogni tanto è meglio tenersele per sè certe cose;

3. il PETTEGOLO DALLA BOCCA LARGA: lui, a differenza del pettegolo inconsapevole, lo sa!! E’ pienamente cosciente del fatto che sta per racconatare una cosa che non dovrebbe uscire dalla sua bocca, perché, ingenuamente (ed è per questo che lo classifico tra i pettegoli relativamente innocui) pensa che se non gli viene detto espressamente “non dirlo a nessuno”, lui possa dirlo a chiunque, oppure pensa che il termine “nessuno” escluda i propri amici più intimi (SVEGLIA!! “Nessuno” vuol dire nessuno, non “pochi”!!); vi lascio immaginare le conseguenze di questa specie di “telefono senza fili” a cui il pettegolo dalla bocca larga dà inizio -.-“. I consigli più o meno sono come quelli al punto 2., non stategli per forza alla larga, specialmente se è un vostro amico, e contate fino a 100 prima di raccontargli qualcosa;

images-20

4. il PETTEGOLO DI PROFESSIONE: con questo tipo di pettegolo inziamo ad entrare nella “zona pericolosa”, diciamo che siamo al confine tra l’innocuo e il pericoloso; sì perché il pettegolo di porfessione è colui che spiffera tutto, persino quante volte al giorno ti fai la doccia, aspetta che tu te ne sia andato e inizia a divulgare le notizie che tu gli hai appena dato affinché si spargano a vista d’occhio e diventino di conoscenza globale; nell’era della tecnologia il suo mezzo di diffusione di massa preferito è WhatsApp, prima erano gli SMS e ancora prima il telefono fisso, i più pettegoli fanno anche un gruppo per ogni persona di cui devono spettegolare (ovviamente il nome del gruppo corrisponde al nome della sfortunata vittima). Bene, da questo elemento sarebbe meglio tenersi alla larga, appena capite con chi avete a che fare meglio eliminarlo dalla vostra vita; ma se non potete fare a meno di averlo tra i piedi non proferite parola in sua presenza oppure sfruttate a vostro vantaggio la sua dote innata di aprire bocca ogni secondo 😉 (come!? lo scoprirete nel prossimo post dedicato ai pettegoli 😉 );

images-17

5. il PETTEGOLO SELEZIONATORE: prima categoria da definire “pericolosa”, perché il suddetto pettegolo non racconta tutto, fa una selezione e poi rivela solo quello che fa comodo a lui, mentre il resto finisce nel dimenticatoio; in pratica se voi gli dite che il vostro ragazzo vi ha tradito, lui ascolta e poi dimentica, mentre se voi raccontate che la fidanzata del ragazzo che gli piace lo ha tradito non solo ascolterà con attenzione e vi farà mille domande ma in men che non si dica andrà dal ragazzo in questione e spiattelerà tutto ai quattro venti con una frase del tipo “senti, visto che siamo amici, c’è una cosa che ti devo confessare: X ti tradisce; l’ho scoperto ora e proprio perché siamo amici ho pensato che dovessi saperlo”, il tutto con una faccia affranta (mentre mentalemente sta facendo un sorriso a 32 denti) e la promessa di stargli accanto per fargli superare il dolore. Anche qui, volendo, si può sfruttare il pettegolo a nostro vantaggio, ma sempre meglio stargli alla larga o selezionare a nostra volta i pettegolezzi che lui ci racconta.

Ed ecco qui smascherati i pettegoli meno temibili che esistono (vi lascio immaginare come saranno gli altri 5), a breve arriverà anche il vol.2 condito di qualche consiglio per sfruttare i pettegoli a nostro vantaggio. Stay Tuned!!

Annunci

Vademecum di un’amicizia: diffidate delle imitazioni

17 Dic

Einstein aveva pienamente ragione: tutto è relativo. Quello che per me può essere brutto per qualcun altro potrebbe invece essere bellissimo, una persona può essere antipatica ad alcuni e simpatica ad altri, anche l’amicizia ha un non so che di relativo. Non voglio dire il concetto di amicizia in generale, ma solo un tipo di amicizia, a parere mio, è relativo. Si può parlare di vera amicizia quando dietro al rapporto tra due persone c’è invidia e competizione!? Non sempre. Un esempio!? Eccolo servito su un piatto d’argento… quando un’amicizia nasce forse più per bisogno che per piacere molto spesso l’invidia e la competizione fanno da padrone e con l’andare del tempo a una delle due persone non servirà più l’altra e allora le loro strade si divideranno, ciao, grazie e tanti saluti, tranne poi incrociarsi di nuovo nel momento del bisogno.

Il problema qui è il disequilibrio delle due parti: l’esperienza mi insegna, che questo tipo di rapporto non si crea mai (o quasi) tra due persone che hanno bisogno l’una dell’altra e basta, spesso una, chiamiamola l’amica A (A di amica con la A maiuscola) è fermamente convinta (e difenderà per anni la sua convinzione) che sia vera amicizia, di quelle che basta uno sguardo per capirsi, di quelle che puoi raccontare tutto senza paura di essere giudicata mentre l’altra, l’amica X (X di “amica” su cui bisogna mettere una pesante croce di legno sopra) ascolta (si fa per dire), racconta (tanto, fin troppo) ed organizza le uscite a suo gusto e piacere senza chiedere pareri né altro. Ovviamente l’amica A, troppo buona e disponibile, è sempre pronta ad assecondare tutte le scelte dell’amica X senza fiatare, altrimenti la X si offende, diventa acida e si ammutolisce improvvisamente. SBAGLIATO!!  Questo è uno dei momenti in cui ci si deve accorgere che non è una vera amicizia: le cose si decidono insieme, tutte e due le parti devono parlarsi senza aver paura delle conseguenze, non esiste che se una delle due ha delle idee diverse l’altra faccia SEMPRE il muso.

Altro campanello d’allarme indice che X non è una buona amica e vi sta solo sfruttando!? Se X è fidanzata e voi no, lei tenderà a presentarvi amici cessi o logorroici descrivendoli come degli adoni, bellissimi, ricchissimi, simpaticissimi e bravissimi. E questo può andare bene una volta, anche due se proprio siete di buon cuore e vi sentite un po’ crocerossine, ma la terza NO!! Se voi fate presente all’amica X che quel tipo di ragazzo non vi piace e lei continua a proporverlo non è che lei proprio non vuole capire, è che NON VUOLE CHE VI FIDANZIATE!! Perché se voi vi trovate un ragazzo non potrete più dedicarle tutto il vostro tempo libero e vorrete anche voi parlare del vostro ragazzo come lei fa del suo, rubandole la scena.

La stessa cosa capita se vi piace una persona che non vi ha presentato lei: attenzione perché in questo caso X agirà in modo più subdolo, non vi dirà, infatti, che il lui in questione non va bene, ma farà leva sulla vostra bassa autostima e dirà: “Mah, fai un po’ come vuoi, ma secondo me tra te e lui non succederà niente; ma l’hai visto!? Non è alla tua portata!!” NO, NO E POI NO!! Mai farsi ledere l’autostima in questo modo (specialmente da un’amica), la maggior parte delle volte questo tipo di “frasi uccidi autostima” sono dettate dall’invidia: invidia perché il ragazzo che vi piace è più bello del suo fidanzato, invidia perché voi single potete flirtare con chi volete e lei no perché è impegnata.

E ultima cosa, ma non la meno importante, se anche l’amica X non fosse fidanzata, farebbe comunque le stesse cose citate sopra, sempre per invidia (voi forse a breve uscirete con un ragazzo, lei no) e per competizione (lei pensa di essere più bella e più simpatica di voi quindi se lei non ha un ragazzo non è logico che lo abbiate voi).

Prendendo quindi spunto da questi esempi, le 3 semplici regole perché un’amicizia sia di quelle con la A maiuscola sono:

  • parlare ed ascoltare nella stessa misura;
  • sì elargire consigli (se richiesti), no giudicare;
  • non farsi abbassare e non abbassare l’autostima (due amiche si sostengono a vicenda e non si fanno la guerra di nascosto).

E mi raccomando DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI!! Per una persona come l’amica X, troverete 100 potenziali amiche con la A maiuscola.

Nail care & nail polish care

22 Set

L’estate, ahimè, è finita, sta artivando l’autunno e con l’arrivo della nuova stagione arrivano anche le nuove tendenze in fatto di nail polish (presto un nuovo post sui colori cult della stagione A/W 2013-2014).

Ma l’uso di uno smalto colorato vuole prima di tutto che le unghie siano ben curate, quindi, oltre a fare manicure e pedicure periodicamente, è necessario utilizzare la base giusta prima di applicare lo smalto da noi scelto. E qui la cosa si complica, perché di base non ne esiste solo una, ce ne sono un bel po’ da scegliere a seconda delle nostre necessità:

  • se le nostre unghie non hanno grossi problemi possiamo usare una base normale, senza funzioni particolari; io consiglio quella della Rimmel, oppure, se volete spendere meno, anche quella della Essence è molto valida;

  • se avete bisogno di rinforzare le unghie, perché si rompono facilmente o si sfaldano (specialmente nelle mezze stagioni), è bene usare una base indurente; io ora uso quella della Essence, mentre prima usavo quella della Rimmel che non andava male, ma facendo un confronto qualità/prezzo, quella la prima è migliore; in passato ho provato anche quella della Mavala ma con scarsi risultati: al posto di indurirsi l’unghia si sfaldava ancora di più. Una piccola osservazione sulle basi indurenti è di dovere: è sempre meglio alternare questo tipo di smalto con un’altra base in quanto utilizzando sempre lo stesso si rischia di ottenere l’effetto contrario facendo diventare l’unghia ancora più fragile;

  • in caso le vostre unghie tendano ad ingiallirsi, potete usare una base antigiallo: di solito queste basi sono di colore bianco, a differenza di quelle sopracitate che sono trasparenti, e contengono delle particelle di colore blu (praticamente invisibili) che servono per neutralizzare il giallo dell’unghia; io mi sono “affezionata” a quella della Pupa, altre mie amiche invece usano quella della Kiko. Consiglio di usare questa base quando si vuole fare la french manicure (in quanto solo la parte superiore dell’unghia viene coperta dallo smalto bianco) e soprattutto quando si va in vacanza in posti di mare e in particolar modo sui piedi, perché la sabbia tende a sporcare e a far ingiallire le unghie;

  • se la superficie delle unghie non è particolarmente liscia una base che si può usare è quella levigante: anche questa colorata, rosa o bianca, ha una consistenza che permette di andare a “riempire” le imperfezioni dell’unghia; anche in questo caso io uso quella della Pupa e l’ ho scelta rosa per dare un colore più naturale all’unghia.

In generale, come ho già scritto prima, sopra alla base viene applicato uno smalto colorato, ma non è obbligatorio: se non siete amanti dei colori è comunque sempre utile applicare una base prima di utilizzare il top coat trasparente; in questo caso però,  vi consiglio di stendere due mani di base.

Immagine

Finora ho paralato solo di nail care, però anche gli smalti in sè vanno tenuti con cura, altrimenti si rovinano in fretta, vengono duri e non possiamo più usarli. Ecco, quindi di seguito qualche consiglio per allungare la vita ai nostri cari nail polish:

  • quando lo smalto inizia ad essere più difficile da stendere potete diluirlo con qualche goccia di diluente per unghie: per quello della Kiko, ad esempio, si possono usare dalle 2 alle 6 gocce a seconda dello stato dello smalto; attenzione, non usate mai il solvente per unghie come diluente perché, anche se efficacie nel rendere lo smalto più fluido, può causare lo sfaldamento e la rottura delle unghie;

  • un altro trucchetto per evitare che lo smalto si indurisca è quello di agitarlo almeno una volta a settimana, io ad esempio, quando scelgo quale colore usare ne approfitto per controllare lo stato di tutti i miei nail polish e li agito; non tutti i marchi, però inseriscono all’interno del boccetto le sferette di metallo utili quando si agita lo smalto, e allora come fare quando queste mancano!? Semplice, prendetele dagli smalti vecchi che state per buttare, pulitele con un po’ di solvente, poi sciacquate con acqua e detersivo, asciugate e inseritele in quegli smalti che vi sembra stiano diventando più duri (una sferetta per smalto dovrebbe bastare);

  • ultima accortezza è quella di tenere tutti i nostri nail polish al riparo dalla luce, in quando potrebbero cambiare colore e indurirsi.