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Giù le mani dalle favole!!

26 Mar

“Tu vivi nel mondo delle favole e credi ancora al principe azzurro sul cavallo bianco”

Parto da una frase che mi è stata detta da un amico qualche anno fa per introdurre l’argomento di oggi.
Sì, oggi parlerò di nuovo di principi azzurri, carrozze con cavalli bianchi e castelli incantati, ma se state pensando “uff che pizza, questa parla sempre di principi, principesse e sogni” vi preannuncio che qui non voglio né sfatare un mito (l’ho già fatto un po’ qui, smascherando gli impostori) né spezzare una lancia a suo favore, diciamo che voglio difendere la mia infanzia e i ricordi che ad essa sono legati.

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Ora mi spiego meglio: leggendo Grazia di qualche settimana fa sono incappata nell’editoriale del direttore e ho appreso che il ministero delle pari opportunità sconsiglia di leggere ai propri figli le fiabe di principi e principesse in quanto sessiste e tese a tramandare vecchi ruoli e stereotipi di genere.
Sinceramente sono rimasta molto delusa, non voglio sembrare un’ipocrita, nè rimangiarmi quello che ho scritto in precedenti post, lo so che il principe azzurro delle favole non esiste ed è vero che non potremo mai trovare un ragazzo bello, intelligente, simpatico, acculturato, con un buon lavoro, sani principi e via dicendo (n.d.r. se qualcuna l’ha trovato se lo tenga ben stretto perché è un essere più unico che raro). Ma, sì c’è un ma, questo non vuol dire che non ci sia, da qualche parte in giro per il mondo, un principe azzurro adatto ad ognuna di noi, non perfetto come decritto delle favole (perché diciamocelo, dopo un po’  la perfezione annoia no!?) ma che sia perfetto per noi.

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Mi spiego meglio, a tutte è stata raccontata la favola di Ceneretola e tutte sogniamo il principe azzurro, ma se ci viene chiesto come sarebbe il nostro uomo ideale ognuna di noi darebbe una risposta diversa, perché è una cosa soggettiva.

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Sì, è vero, le fiabe idealizzano e standardizzano (si può dire!?) l’uomo ideale ma allo stesso tempo ci spingono a cercare l’uomo giusto, perfetto per noi e ci insegnano che non dobbiamo accontentarci, magari prima di trovarlo dovremo baciare molti rospi, ma prima o poi ce la faremo.

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Io sono contenta che mia madre mi abbia letto per tante sere di fila sempre le stesse storie di principi, principesse, draghi, castelli e mondi incantai tutte con il lieto fine e sono contenta di aver consumato le videocasette con i cartoni animati delle sopracitate fiabe, se i miei libri di bambina fossero stati costellati solo da orchi, uomini stronzi, donne disilluse e materialiste a quest’ora sarei ancora più disillusa e priva di speranze di quanto già non sono.
IL LIETO FINE CI DÀ LA SPERANZA DI POTER ARRIVARE ALLA FELICITÀ ANCHE DOPO MILLE OSTACOLI E LA SPERANZA, INSIEME ALL’IMPEGNO, È IL CARBURANTE CHE CI SPINGE AD IMPEGNARCI SEMPRE DI PIÙ PER RAGGIUNGERE I NOSTRI OBIETTIVI.
Quindi, viva le favole, le principesse e il lieto fine e per favore mamme continuate a narrare le vicende di prinipi azzurri e draghi ai vostri figli, contribuirete a non farli smettere di sognare.

P.S. Qualcuno dirà che è da femminuccia, ma anche ai maschietti farebbe bene ascoltare queste storie, i piccoli uomini di oggi saranno i principi azzurri di domani, perché dalle righe che voi mamme leggerete loro impareranno come trattare gentilmente una donna e come impegnarsi per conquistarla giorno dopo giorno.

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