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Tinder, l’app del momento

30 Dic

Che poi io fino a qualche settimana fa mi ripetevo “ma figurati se mi scarico sta cosa, è da disperati!!” e invece è 3 giorni che l’ho scaricato  e non ho ancora capito se l’ho fatto per disperazione (in effetti forse un po’ disperata potrei esserlo), per divertimento o  per avere un qualche feedback da persone che non mi conoscono…

però alla fine l’ho scaricato, quindi poco importa perché l’ho fatto, non faccio mica male a nessuno no!?

Ora, non voglio farvi la cronistoria delle mie conversazioni né raccontarvi i miei incontri, questo c’è già chi lo fa su un altro blog “diario di una ragazza (non troppo) per bene“, che io leggo sempre volentieri, però è anche vero che il mio è un diario e allora qualcosa magari mi verrà voglia di scriverlo nero su bianco.

Come ho detto appunto è da 3 giorni che lo uso e già ho capito un po’ di cose.

Prima di tutto ci si sente meno in imbarazzo di quello che ci si può aspettare, metto 💚 e ❌ come se non ci fosse un domani perché poi tanto se non c’è compatibilità l’altro non lo sa cosa ho fatto e se c’è compatibilità è perché ci piacciamo, abbiamo messo tutti e due il 💚 e a quel punto non c’è più nessun problema…

e infatti su una cosa sono certa, dal primo uso che ne ho fatto già mi sento più libera di prima, libera di esprimere ciò che veramente penso senza vergognarmi o urtare la sensibilità altrui e libera di mettere in atto la mia selezione, cioè sono una difficile io…

Poi, per chi ha bisogno di risollevare la propria autostima (e io ne ho seriamente bisogno in questo periodo) questa è l’app migliore perché vedi solo le persone che ti piacciono e ricambiano quindi almeno inizialmente non puoi avere delusioni…

E ho anche capito, che in fondo noi ragazze ci mettiamo più in gioco di quanto non lo facciano i maschi… ehhhhh è proprio vero, non ci sono più gli uomini di una volta…

Comunque tornando ai miei primi tre giorni, nell’ordine, ho scelto le foto dal mio profilo Facebook, e qui è stato facile, rigorosamente da sola perché ci manca solo che mi scambino per qualche mia amica e sono fregata, poi c’era da selezionare il range di età desiderato e anche qui è stato relativamente facile…

la vera incognita sono stati i km di distanza perché se ne metto pochi tanto vale uscire di casa e andare a caccia e se ne metto tanti, sono tanti appunto, se poi consideriamo che abito in una regione con confini in altri stati capite bene che posso trovare di tutto…

alla fine ho optato per 100 km, anche perché diciamocelo, avessi messo 30 km il mio raggio arrivava fino a Torino e Ivrea e in mezzo tutti i paesi vicino al mio e allora a questo punto A. vado al bar sotto casa e li trovo tutti lì e B. no grazie, ho già dato, se uso Tinder  forse è perché loro non mi vanno a genio.

Finiti i preliminari ho iniziato a dare 💚 e ❌ a manetta, quando ho iniziato a scartare tutti ho capito che A. sì sono una persona difficile  e B. ad un certo punto non guardo neanche più i profili e per noia cestino tutti, quindi arrivata a quel punto ho smesso.

Dopo un po’ avevo già all’attivo una decina di compatibilità ma solo due mi hanno scritto, come dicevo non ci sono più gli uomini di una volta e io in fondo rimango sempre quella del “la prima mossa deve farla l’uomo” o forse no!? Cioè, voglio dire, ci ho pensato a questa cosa e in fin dei conti, se andiamo ad analizzare bene la situazione, se c’è compatibilità vuol dire che a me piaci tu e a te piaccio io no!? E allora che male c’è se ti scrivo un “ciao!!” io per prima!? Tanto se hai cambiato idea basta che mi togli il cuoricino e se no mi rispondi…

Tornando agli unici due ragazzi con un po’ di intraprendenza uno è S., primo contatto nel mondo Tinder, di lui ho capito due cose ancora prima di 💚, la prima è che è di Torino, vista la distanza era di facile deduzione, la seconda è che fa il barman… Quindi cosa faccio!? No perché la combinazione S. e barman già lo conosco, e anche bene direi, e poi il cliché del barman che rimorchia a lavoro è vera…  alla fine però siamo compatibili e ci siamo sentiti…ma la nostra conversazione va molto a rilento un po’ perché lui ha due lavori e una grande passione da coltivare un po’ perché io in questi giorni devo studiare… però non mi dispiace che sia così perché vuol dire che non sta attaccato giorno e notte a Tinder, cioè, insomma, vuol dire che non è un disperato…

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Il sordo – parte2

14 Ott

Premessa, non è che voglio accanirmi su questa classe di men EDS ma dopo il post dell’altro giorno ci sono state delle evoluzioni con il “mio” sordo personale (che fortuna, tutti a me -.-‘ ) e mi sono sentita in dovere di scrivere due righe; primo perché queste sfighe si devono condividere con tutto il genere umano femminile (dicesi spirito di sopravvivenza) e secondo perché il mio blog si chiama “Diario di una bionda svirgolata” e ogni tanto lo sfrutto come tale, come un diario.

il sordo

Ora, in questi giorni ho capito una cosa, che c’è una ragione se il sordo si accanisce quasi al limite dello stalking con voi e non si incazza mai per paccate dell’ultimo minuto, scuse impossibili e risposte mai arrivate: LUI LO SA, MA NON CI CREDE!!

Mi spiego, lui sa che ora come ora non ha speranza e sa anche che se si arrabbiasse vi darebbe un buon motivo per chiudere del tutto con lui e questo lui non vuole che succeda… E il perché di tutto ciò è molto semplice, perché in fondo ci spera ancora, spera in un vostro cambiamento radicale, crede che prima o poi vi conquisterà… Se io fossi stronza (ma ahimè purtroppo non lo sono) e al limite della sopportazione (cioè al punto in cui sono io ora) mi verrebbe solo da dirgli “Caro, non te l’ho data per 15 anni e pensi che te la dia ora!? Uh, illuso”

Il sordo

6 Ott

Ora, partendo dal presupposto che inseguire i propri sogni non è sbagliato come non lo è lottare per ciò che si vuole, questi uomini EDS, i sordi, hanno fatto loro il motto “chi la dura la vince” e l’hanno portato al limite del suo significato.

Ma partiamo dal descrivere il sordo D.O.C…. per prima cosa gli piacete, e questa non è cosa da poco direte voi, qualcuna penserà sia anche una gran fortuna, e fin lì nulla da dire, è bello ogni tanto sentirsi considerate, specialmente se si sta attraversando un periodo di magra estremo; la seconda cosa è che di solito gli piacete da tempo immemore, tipo che voi siete alla soglia dei 30 anni e già a 14 vi sbavava dietro… il problema è che sì a lui piacete, ma a voi lui non piace e dopo anni a rifilargli due di picche, velati e non, avete anche pensato di dargli una possibilità “la gente cambia in 15 anni, non si rimane mica come al liceo”, ed è qui che avete fatto il vostro primo passo falso.

il sordo

Alla prima uscita, se va bene, il sordo spiattella due parole in croce giusto così per far vedere che è ancora vivo e i motivi possono essere due o non ha niente da dire (e in questo caso lo potete capire dai messaggi che vi scrive su whatsapp tutti uguali e somiglianti sempre ad una scusa per potervi scrivere) oppure è talmente euforico per aver finalmente ottenuto un appuntamento con voi che la bocca gli si è prosciugata, altra alternativa, ahimè, è che il motivo sia un misto degli altri due che vi ho appena citato (in questo caso vi faccio i miei più sentiti auguri di un appuntamento veloce e indolore 😛 ). A tutto ciò si possono aggiungere più variabili che peggiorano la situazione: A. fa parlare solo voi facendovi domande solo di lavoro (no ti prego dopo 8 ore in ufficio voglio staccare, non sentirmi legata alla mia scrivania con un cordone ombelicale O.o ) B. quando vi riaccompagna a casa ci prova (ok, non facciamoci prendere dal panico, ciao. grazie per la serata e vi fiondate fuori dalla macchina).

Io, che sono un’insicura cronica, a questo punto fossi al posto del suddetto maschio omega (ultima lettera dell’alfabeto greco, cercate di capirmi se avessi scritto maschio alfa avrei riso per mezz’ora senza finire il post) aspetterei, magari chiederei di nuovo un’uscita e se ricevessi picche lascerei perdere, invece lui no, infatti il sordo è una sottocategoria del residuo insolubile, è un residuo insolubile fastidioso.

Vi scriverà una volta a settimana almeno, chiedendovi sempre le stesse cose: “Come stai!? Cosa mi racconti!? Sei andata a fare shopping questo weekend!?” per poi aggiungere ogni tanto la frase “se sei libera una di queste sere se ti va possiamo andare a bere qualcosa”. E qui parte la fiera della fantasia, se siete stronze (e io certe volte vorrei tanto esserlo) trocate la cosa sul nascere con un bel “no non mi va né ora né mai”, se siete più buone come me cercate mille scuse, prima un semplice “sono impegnata questa settimana, rimandiamo!?” (attenzione mai dire a quando rimandare, solo proporre di rimandare è sufficiente e non vi mette in condizione di paccare di nuovo dopo due giorni), poi vedendo che lui non molla l’osso ci riprovate “guarda non posso questa settimana sono ospite tutta la settimana da un amico”. Ma vi renderete conto che lui non mollerà mai la presa quando dopo quattro giorni che non rispondete al suo invito ad uscire non vi scriverà incazzato dandovi della stronza ma chiedendovi se è tutto ok. Mi stai chiedendo se è tutto ok!? No che non è tutto ok!! Speravo capissi, non sei stupido, è un anno che invento banali scuse per non uscire!! Qualunque persona normale avrebbe capito!! (pensiero personale condito con abbondate fumo che mi esce dalla testa).

Se siete arrivate fino all’ultima fase, ok, siete fregate, ma niente panico la soluzione è trovare un surrogato di fidanzato geloso che giustifichi i vostri continui rifiuti oppure c’è sempre l’opzione “faccio la stronza” citata sopra.

Ed ecco infine il motivo per cui questo men EDS lo chiamo il sordo: avete presente il detto “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”!? Ecco, appunto.

Piccolo pensiero per gli uomini che si riconoscono in questa descrizione: primo, se continuiamo a davi buca con scuse poco precise tipo “sono incasinata”, “non ce la faccio proprio”, “avevo il telefono che non funzionava bene” e cose del genere, non è la verità è solo un modo carino per farvi capire che dovete smammare; secondo, se non vi rispondiamo per delle settimane non siamo morte, ma forse vorremmo esserlo per voi; terzo, per favore, abbiate un po’ di amor proprio, perché concentrarvi per degli anni su una persona che non ve la darà mai quando in giro potreste trovarne tante altre più ben disposte!?; quarto e ultimo, ogni tanto guardate il film “La verità è che non gli piaci abbastanza”, così, giusto come promemoria.

Giù le mani dalle favole!!

26 Mar

“Tu vivi nel mondo delle favole e credi ancora al principe azzurro sul cavallo bianco”

Parto da una frase che mi è stata detta da un amico qualche anno fa per introdurre l’argomento di oggi.
Sì, oggi parlerò di nuovo di principi azzurri, carrozze con cavalli bianchi e castelli incantati, ma se state pensando “uff che pizza, questa parla sempre di principi, principesse e sogni” vi preannuncio che qui non voglio né sfatare un mito (l’ho già fatto un po’ qui, smascherando gli impostori) né spezzare una lancia a suo favore, diciamo che voglio difendere la mia infanzia e i ricordi che ad essa sono legati.

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Ora mi spiego meglio: leggendo Grazia di qualche settimana fa sono incappata nell’editoriale del direttore e ho appreso che il ministero delle pari opportunità sconsiglia di leggere ai propri figli le fiabe di principi e principesse in quanto sessiste e tese a tramandare vecchi ruoli e stereotipi di genere.
Sinceramente sono rimasta molto delusa, non voglio sembrare un’ipocrita, nè rimangiarmi quello che ho scritto in precedenti post, lo so che il principe azzurro delle favole non esiste ed è vero che non potremo mai trovare un ragazzo bello, intelligente, simpatico, acculturato, con un buon lavoro, sani principi e via dicendo (n.d.r. se qualcuna l’ha trovato se lo tenga ben stretto perché è un essere più unico che raro). Ma, sì c’è un ma, questo non vuol dire che non ci sia, da qualche parte in giro per il mondo, un principe azzurro adatto ad ognuna di noi, non perfetto come decritto delle favole (perché diciamocelo, dopo un po’  la perfezione annoia no!?) ma che sia perfetto per noi.

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Mi spiego meglio, a tutte è stata raccontata la favola di Ceneretola e tutte sogniamo il principe azzurro, ma se ci viene chiesto come sarebbe il nostro uomo ideale ognuna di noi darebbe una risposta diversa, perché è una cosa soggettiva.

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Sì, è vero, le fiabe idealizzano e standardizzano (si può dire!?) l’uomo ideale ma allo stesso tempo ci spingono a cercare l’uomo giusto, perfetto per noi e ci insegnano che non dobbiamo accontentarci, magari prima di trovarlo dovremo baciare molti rospi, ma prima o poi ce la faremo.

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Io sono contenta che mia madre mi abbia letto per tante sere di fila sempre le stesse storie di principi, principesse, draghi, castelli e mondi incantai tutte con il lieto fine e sono contenta di aver consumato le videocasette con i cartoni animati delle sopracitate fiabe, se i miei libri di bambina fossero stati costellati solo da orchi, uomini stronzi, donne disilluse e materialiste a quest’ora sarei ancora più disillusa e priva di speranze di quanto già non sono.
IL LIETO FINE CI DÀ LA SPERANZA DI POTER ARRIVARE ALLA FELICITÀ ANCHE DOPO MILLE OSTACOLI E LA SPERANZA, INSIEME ALL’IMPEGNO, È IL CARBURANTE CHE CI SPINGE AD IMPEGNARCI SEMPRE DI PIÙ PER RAGGIUNGERE I NOSTRI OBIETTIVI.
Quindi, viva le favole, le principesse e il lieto fine e per favore mamme continuate a narrare le vicende di prinipi azzurri e draghi ai vostri figli, contribuirete a non farli smettere di sognare.

P.S. Qualcuno dirà che è da femminuccia, ma anche ai maschietti farebbe bene ascoltare queste storie, i piccoli uomini di oggi saranno i principi azzurri di domani, perché dalle righe che voi mamme leggerete loro impareranno come trattare gentilmente una donna e come impegnarsi per conquistarla giorno dopo giorno.

Il (finto) principe azzurro

20 Mar

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Il fatto è che è tutta colpa della Disney, con Cenerentola, Biancaneve e compari ci ha dato false certezze e ha contribuito a creare il mito del principe azzurro: tutte (e non provate a dire “no, io mai” perché non vi crede nessuno) ne aspettiamo uno che ci venga a salvare in groppa al cavallo bianco, oppure per le meno romantiche e più materialiste a bordo di una super macchina, dipende dai nostri desideri, il concetto di principe azzurro è un po’ soggettivo. Io, come credo molte altre donne con me, sono una sognatrice disillusa e so che il perfetto principe azzurro non esiste (o forse sì , raro ma esiste!?), ma so che esistono tanti aspiranti principi (dei miei stivali aggiungerei) che pur di ottenere quello a cui ambiscono (che non sempre, anzi quasi mai, è il nostro amore) fingono di essere chi non sono.

L’uomo EDS in questione, di solito vuole una cosa sola, arrivare al sodo il più in fretta possibile e poi “ciao, tanti saluti, forse è stato bello e a mai più rivederci”, ma questa non è una novità e non voglio stare a tediarvi con le mie osservazioni ovvie, no, io voglio spiegare come si comportano certi esseri di sesso maschile per arrivare ad ottenere il loro ambito premio.

Diciamo che possiamo dividerli in due categorie, quelli che te lo dicono senza troppi giri di parole oppure te lo fanno capire in modo più o meno esplicito e quelli che per arrivare ad inzuppare il biscotto si fanno mille film e recitano una parte, ecco, quest’ultimi sono gli uomini EDS di cui oggi parlerò e che io chiamo i finti principi azzurri (che poi, potrei anche chiamarli principi azzurri di riserva e principi azzurri fax-simile, ma non renderebbe l’idea, perché di azzurro e principesco non hanno proprio niente, neanche un’unghia del piede).

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La prima cosa che il finto principe azzurro fa dopo avervi conosciuto è chiedervi l’amicizia su Facebook, seguirvi su Twitter e Instagram e via dicendo per “conoscervi meglio” dice lui, in realtà tutto ciò gli serve per carpire più informazioni possibili su di voi e poter recitare bene il suo ruolo.

Il passo successivo è imparare la lezione a memoria e fare prove di conversazione degne di un’opera teatrale: se a voi piace leggere, il discorso cadrà “casualmente” sugli ultimi libri usciti, se vi piace il cinema lui si fingerà critico cinematografico, se non vi stanccate un attimo dalla vostra reflex vi parlerà di obiettivi, luci, ombre e così via; in pratica, qualunque sia la vostra passione, guarda caso sarà anche la sua, della serie “ma guarda come è piccolo il mondo due appassionati della stessa cosa che si incontrano” (già pensa tu che coincidenza visto che l’ho scritto sul mio profilo e tu puoi leggerlo, ma pensi che io sia scema!?).

Se poi raccontando un’aneddoto vi sbagliate di dire “Un mio amico, scherzando, mi ha detto che vivo nel mondo delle favole e che credo al principe azzurro sul cavallo bianco” sappiate che la sua risposta sarà “Beh, ma l’hai trovato, io sono un perfetto principe gentiluomo” (Ma brutto deficiente pensi che farmi salire in macchina per poi appartarci sia da gentiluomo, no fammi capire, te l’hanno insegnata a un corso di galateo questa tecnica di seduzione!?).

Ma il top dei top che il finto principe azzurro può raggiungere è quando si frega da solo, sì perché cari uomini, se volete colpirci recitando una parte, dovete saperne quanto o più di noi, non potete solo leggere una paginetta su Wikipedia, ripeterla a memoria e basta, a noi donne piace parlare e se l’argomento ci appassiona dovete saper reggere una conversazione non dire solo due frasi a caso. Vi faccio un esempio (n.d.r, non è un esempio inventato, ahimè è successo veramente): a fine serata andate via con il vostro lui, avete già capito che cerca di fare lo splendido con voi (vedi frase sul principe gentiluomo sopra), ma pensate l’abbia fatto solo per guadagnare qualche punto, così quando all’autogrill dove state facendo colazione vi indica un libro che a voi interessa e vi dice “Questo è bello, l’ho già letto” voi penserete che finalemente c’è qualcuno al mondo con i vostri stessi gusti e gli rispondete tutte allegre “Davvero!? Meno male perché volevo comprarlo visto che quello prima mi è piaciuto tantissimo”; ora, fino a questo punto niente di strano, ma alle parole “quello prima” noterete una piccola smorfia sul suo viso e un’espressione quasi di panico e in un secondo riuscirete anche ad immaginare i suoi pensieri “Oh, cavolo, c’è un libro prima, ma io non lo sapevo, speriamo non mi chieda nient’altro, meglio baciarla e far morire il discorso lì” e poi lui vi bacerà.

Ora, uomini, questo è un appello per voi: ma pensate veramente che siamo tutte sceme!? Pensate che basti dire qualcosa di carino in più oppure dirci quello che vogliamo sentirci dire per farci calare le mutandine!? No, ma veramente!? Ditecelo subito o fatecelo capire, non mentite, nè raccontateci le favole, perché tanto a quel punto avremo già deciso se starci o no e se scopriamo che ci state prendendo in giro spudoratamente credendoci delle stupide state pur certi che qualsiasi cosa che vada oltre il bacio potete scordarvela perché ci sarà passata la voglia.

P.S. I finti principi azzurri più egocentrici, per conquistarvi potrebbero anche arrivare a dirvi che voi state aspettando il “(nome) azzurro”, cioè, mi spiego meglio, se il tipo in questione, per esempio, si chiama Andrea (n.d.r. nome di pura fantasia) vi dirà “eh, già perché tu stai aspettando l’Andrea azzurro!!”. E dopo questa, che vi posso giurare ho sentito con le mie orecchie, non ho più parole, passo e chiudo!!

Il tecnologico

6 Feb

Dopo un po’ di assenza ecco ritornare un post sugli EDS (Elementi Da Scaricare) e questa volta parliamo dell’uomo tecnologico.

L’errore più comune che si può commettere è quello di pensare a questo individuo come ad una persona fanatica della tecnologia, della serie “io ho l’ultima versione di iPhone, ma ero indeciso se comprare il Galaxy, poi ho anche l’iPad o era meglio se prendevo quello della Samsung!? Ah, già, ho comprato anche un nuovo PC perché dopo un anno quello che avevo era già vecchio” e così via per tutta la sera. Sì ok, anche questo tipo di persona forse, anzi sicuramente, sarebbe da catalogare come men EDS, ma non è di lui che stiamo parlando, io sto parlando di quell’essere che apparentemente fa l’eremita, sta chiuso in camera tutto il tempo, perennemente connesso su tutti i social network presenti sulla faccia della terra e che quando esce con gli amici sbircia ogni 2 secondi il suo smartphone in attesa di notifiche non si sa bene di chi e da dove.

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Il suddetto elemento fa dei social network la sua vita, cioè, una vita sociale ce l’ha anche lui al di fuori della rete, ma sul lato sentimentale preferisce cimentarsi in lunghi discorsi via etere. La cosa inizia più o meno così: vi conoscete, non vi ricordate neanche più chi vi ha presentati e quando, ma lui se lo ricorda benissimo e prontamente vi chiede l’amicizia du Facebook, vi segue su Twitter, Instagram e via dicendo. E fin qui tutto normale.

Il passo successivo è mettere “mi piace” su ogni link, foto, immagine profilo che voi condividete, e non solo, nonostante le sue “mille cose da fare” riesce anche a scovare quella foto scattata chissà dove una miriade di anni fa che neanche sapevate più di avere, dove sembrate appena uscite da una centrifuga in lavatrice e ha il coraggio di clickare “mi piace” perché così voi non potete non accorgervi di lui. E badate bene, questi segni di interesse arriveranno sempre ad orari della notte improponibili oppure nel secondo successivo alla vostra condivisione, della serie “The Big Brother is watching you“.

“mi piace” dopo “mi piace” decide che è arrivata l’ora di unire ai click un po’ di parole, così inizia a scrivervi in chat o su Twitter, nulla di strano, è una persona che conoscete, è normale scambiare quattro chiacchere; e qui già vi fregate con le vostre stesse mani, cioè, lo so anche io che è normale avere amici maschi con cui conversare, ma l’EDS tecnologico no, per lui ciao equivale più o meno a ti rispondo perché mi piaci, vi lascio immaginare se aggiungete anche qualche punto esclamativo o se proseguite con un come stai!? L’apoteosi poi è intrattenere una vera e propria conversazione con lui, nel migliore dei casi lo interpreterà come una velata dichiarazione d’amore.

images-1Il problema a questo punto si pone quando vi chiederà di uscire, voi, finalmente capito il suo vero intento, declinerete in modo gentile, più e più volte perché lui non è un tipo che demorde facilmete e penserà che i vostri continui rifiuti siano un modo per tirarvela. All’ennesima richiesta sarete costrette a tirare fuori la carta del fidanzato geloso che, vera o falsa che sia, funziona sempre e lui come se cadesse dalle nuvole (ma cadere veramente, battere la testa e dimenticarti che esisto no!?) vi chiederà: “Ma lui lo sa della nostra relazione online!?”. Come scusa non credo di aver letto bene, forse mi sta venendo una forma di cataratta precoce, o forse ho un calo di zuccheri con relativo calo della vista, aspetta che metto gli occhiali… ah, no, ho letto bene: “relazione online” e che sarebbe fammi capire!? Ci scriviamo due cazzate, mi metti qualche “mi piace” e stiamo insieme!? Oppure vuol solo dire che stiamo iniziando una relazione esclusiva e quindi non posso sentire/vedere/chattare con qualunque altro essere di sesso maschile!?

Ora, premettendo che certe cose proprio non le capisco, ogni volta che sento una storia come questa rimango senza parole anche perché seguendo la logica di questo tipo di ominidi, ogni ragazzo con cui abbiamo un rapporto in rete dovrebbe essere il nostro ragazzo/fidanzato, ma allora altro che monogamia, e non possiamo neanche parlare di bigamia, qui si arriverebbe direttamente alla poligamia e al posto di dire “guarda stasera non ci sono esco con il mio ragazzodovremmo dire “guarda stasera non ci sono chatto con il mio ragazzo 2.0.2, il 2.0.1 l’ho sentito oggi e l’1.0 l’ho già scaricato, era troppo obsoleto”.
Inultile dire che l’unica soluzione a questo problema 2.0 è ignorarlo del tutto, se proprio vi esapsera fino alla sfinimento vostro e di chi vi sta accanto bloccatelo su tutti i social network in cui vi ha trovato e se anche così non funziona non mi resta che farvi gli auguri e consigliarvi un viaggetto a Lourdes 🙂

Il silenzio è d’oro

23 Nov

Dicono che il dialogo stia alla base di un buon rapporto di coppia; giustissimo!! Però, cari uomini, non prendete tutto alla lettera, come siete soliti fare, e cercate di cogliere le sfumature e le eccezioni di quest’affermazione.

Per esempio, nell’intimità, il silenzio è d’oro. Se proprio volete aprir bocca per qualche secondo (­e dico qualche!!) almeno abbiate il tatto e il buon senso di evitare certi argomenti, perché se certe parole, dette al momento giusto, possono far salire la libido alle stelle, ce ne sono altre che contribuiscono a farla finire 3 metri sotto terra.

Qualche piccolo suggerimento sulle parole da evitare sotto le lenzuola.

  1. Dire alla vostra donna che la trovate ingrassata e in generale farle notare altri suoi difetti fisici. Sì, ok, vale per tutti i momenti, ma nell’intimità è ancora peggio, se proprio volete avere uno slancio di sincerità magari fatelo in un momento più opportuno di questo, sarebbe perfetto quando siamo nel dormiveglia, con un occhio chiuso e l’altro semiaperto, quando potreste anche dirci che avete un’altra e noi diremmo “sì” solo per farvi tacere e lasciarci dormire. Però attenzione, non siamo esseri semplici noi donne, anche dirci che ci trovate dimagrite non va bene; già perché noi, a differenza vostra, quasi sempre cerchiamo un significato nascosto nelle parole altrui e quindi un “ti trovo dimagrita” nella nostra testa si trasforma in “ora sei magra ma prima eri una balena”. Una volta fatta la gaffe, potete anche provare a riderci su, ma è tutta fatica sprecata, ormai alla vostra dolce metà è passata la voglia di fare qualsiasi cosa e per farvela pagare fingerà un’emicrania fulminante almeno per i sei mesi successivi.
  1. Chiederle con quanti uomini è già stata. Allora, è vero che il detto è “chiedere è lecito, rispondere è cortesia” però in questo caso è già una cortesia se lei non vi lascia cinque dita stampate in faccia, si alza e se ne va. Io capisco che voi uomini, anche se non lo ammettereste mai, siete curiosi e soprattutto un po’ gelosi di chi c’è stato prima, però non è una cosa da chiedere nel bel mezzo del piacere, semmai se ne discute in un altro momento più adeguato.
  1. Elencare tutte le donne che l’hanno preceduta. Anche se sono poche e pensate di fare bella figura passando per il monogamo seriale da relazione lunga che più lunga non si può, non è così. Ripeto, noi donne cerchiamo sempre il significato nascosto, il doppio senso, e dire che avete avuto poche donne ci fa pensare a tante cose (ci sta raccontando una balla solo per farci cadere ai suoi piedi, se ne ha avute poche forse ha più difetti di quelli che noi crediamo, oppure, visti i tempi che corrono, in realtà le donne sono una copertura e lui è gay, ecc. ecc. l’elenco completo sarebbe troppo lungo) e solo dopo varie elucubrazioni mentali, all’ultimo posto mettiamo la monogamia seriale. In più, se il numero che dite è minore di quello degli uomini con cui noi siamo state ci fate anche sentire un po’ in imbarazzo e si sa imbarazzo e libido sono inversamente proporzionali, sale uno, scende l’altro.
  1. Vantarvi della vostra prestanza fisica. Meglio dimostralo con i fatti. Come dice il proverbio!? “Chi si loda s’imbroda”, ecco, appunto. Urlare ai quattro venti le vostre misure e i tempi di durata neanche li aveste misurati con il cronometro, non solo non è molto educato, ma rischia di farvi fare brutta figura proprio nel momento meno opportuno. Meglio non dire niente o, se proprio non potete tenere a freno la lingua, mantenere un profilo basso, giusto per non deludere le aspettative.
  1. Fare confronti con la vostra ex, anche se pensate di farle un complimento. Ok, sicuramente è meglio fare paragoni positivi (perché se sono negativi un bel manrovescio non ve lo toglie nessuno), però considerate che state parlando della vostra ex fiamma: a voi piacerebbe se proprio in quel momento, quando state per raggiungere il massimo del piacere, lei vi dicesse “sai, quando fai così mi ricordi proprio il mio ex!!”!? Non credo proprio!! Anzi, una frase del genere, oltre a farvi salire la gelosia e a farvi scendere la voglia, contribuirebbe anche a farvi scendere qualcos’altro. E a noi non dovrebbe succedere lo stesso!? Cos’è pensate che siamo esseri insensibili e ce ne freghiamo!?
  1. Dopo, chiederle se e quanto le è piaciuto da 1 a 10. Ma dove siamo!? A scuola!? Che se avete sbagliato qualcosa prendete 4 e venite rimandati!? O per bontà d’animo della vostra compagna vi viene rifilato un 6 politico giusto per non farvi amareggiare!? Non mi è mai capitata una domanda del genere, perlomeno non in termini di punteggio, ma vi assicuro, solo per puntiglio, fosse anche 10 (sì magari, a trovarlo) io dire “Mmm, sì diciamo 5, ma proprio perché oggi mi sento buona”.
  1. Paragonarvi a qualche suo ex o a qualche rivale a cui siete riusciti a soffiarla. Ora, voi direte, non può essere che uno sia così tonto da farlo!? E invece, sì, ve lo assicuro per esperienza personale. C’è chi per far vedere di essere il re del pollaio, fa paragoni con altri galletti con cui è in competizione; roba da ribaltarlo giù dal letto oppure, se si vuole essere più subdole, roba da dire “Beh, in effetti ora che mi ci fai pensare, forse era meglio l’altro”.

C’è ancora una cosa che per la sua importanza non ho voluto mettere nell’elenco, MAI, MAI E POI MAI CHIAMARE LA VOSTRA FIDANZATA/AMICA/AMANTE CON IL NOME DI UN’ALTRA!!!!!! Questa proprio è la gaffe delle gaffe, la regina, anzi, l’imperatrice delle gaffe. Sì perché qui non vi giocate solo la fine anticipata dell’amplesso, qui vi giocate la fine anticipata di tutta la storia “Ciao, prendi tutte le tue cose, vai, a mai più rivederci!!”.

Sicuramente oltre a queste spiacevoli frasi ce ne sono molte altre a cui non ho pensato, io mi sono limitata a proporvene alcune da esempio che arrivano dalla mia esperienza e da quella di alcune mie amiche.

E a proposito di esperienza, voi forse penserete che, per quanto un uomo possa essere tonto, non riuscirà mai a fare più di una gaffe a prestazione… e invece no; sarà che c’è gente che, come me, con gli uomini ha sempre una certa dose di sfortuna, ma  ci sono elementi che, nel giro di dieci secondi, riescono a sganciare più di una bomba tra quelle che vi ho elencato prima; finalmente il momento clou e proprio in quel momento, quello meno opportuno, non un secondo prima e non un secondo dopo, ecco a raffica tre frasi da far cascare le braccia anche ad una statua di Atlante (per chi non lo sapesse, il dio greco che sorregge il mondo): nell’ordine il gentiluomo X può arrivare a chiedere “No, tanto per sapere, con quanti sei stata prima di me!?”,  a dire “Hai visto!? Te l’avevo detto che non te ne saresti pentita!!” e udite udite “Mica sono come Y!!”. E dopo tutto ciò l’unico pensiero che la malcapitata può avere è: “ok, bene, è stato bello, quanto ci metti prima che possa rivestirmi e tornare a casa (con la libido ormai in una fossa)!?”.

Quindi cari esseri del sesso opposto, ogni tanto, anche quando il vostro cervello funziona poco e vi fate guidare da qualcos’altro che sta sotto la cintura, almeno una o due celluline grigie usatele per pensare e se volete dire qualcosa prima di farlo contate fino a 10 e poi non ditela comunque!!