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Paura e sentimenti

26 Apr

26 Aprile.

Un anno fa a quest’ora una delle mie migliori amiche si sposava, un anno fa a quest’ora faceva bello, c’era il sole ed ero contenta come una pasqua, un anno fa, tornando a casa, io e lui abbiamo fatto un discorso che mi gira nella testa un giorno sì e l’altro anche… “Io non ci provo con le ragazze”… La batosta… certe volte basta una semplice frase per farci capire veramente cosa proviamo e cosa vogliamo e allo stesso tempo farci realizzare che quella cosa non l’avremo mai…

Come si fa quando si corre su due binari paralleli, quando si sa, o almeno si percepisce, che la persona che abbiamo davanti vuole le stesse cose che vogliamo noi ma c’è un muro trasparente che ci separa!? Se io e lui siamo uguali, l’unica soluzione sarebbe che ad un certo punto uno dei due binari cambi piano piano direzione fino ad incontrare l’altro… ma quanto tempo si può aspettare perché questo succeda!? E se prima che succeda sulla nostra strada si incrociano altri binari!? Ma poi, ne vale la pena!? Aspettare intendo… e cosa!? Che scatti qualcosa nella nostra testa che ci faccia fare la follia di cambiare radicalmente rotta!?

La mia riposta è stata “Neanche io ci provo con i ragazzi”… lui ha insistito, mi sono confidata, ho cerato di fargli capire il mio punto di vista, ma forse l’ho fatto solo per farlo capire a me stessa, perché mi sono sempre nascosta dietro alcune scuse, alcuni fatti a cui in realtà non penso più e verso cui provo solo rabbia, non dispiacere, non ci soffro più insomma… ma da un anno a questa parte le sue domande e le mie parole mi risuonano nella testa, devo capire, devo capire perché anche se non sono super timida, io con i ragazzi che mi piacciono veramente non ci provo… e ogni volta che cerco di razionalizzare la cosa una fitta al cuore e un groppo in gola mi ricordano che, in fondo, non c’è niente da razionalizzare, è solo paura, paura di riaprire vecchie ferite, di ingigantirle o forse di crearne di nuove fresche e dolorose…

Si lotta per ciò che si vuole, si lotta, si cade, ci si fa male e ci si rialza… e allora è solo che forse in fondo in fondo lui non ne vale la pena!? Oppure è la paura di non riuscite più a rialzarsi!?

 

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Autopsicoanalisi vol. 2 – masochismo, istinto e insicurezza

17 Gen

Ogni tanto credo di andarmele a cercare, no, cioè, proprio di volerle anche se può essere sbagliato…

Alla fine da lui ci sono andata, dove lavora intendo, di nuovo, perché poi il suo lavoro lo fa anche discretamente bene e quindi perché andare da qualcun’altro!?

Sì però, mannaggia, tutte ste storie sul fatto che le donne devono farsi desiderare, devono tirarsela un po’ e poi io gli corro dietro neanche fosse Leonardo Di Caprio all’epoca di Titanic (perché, ammettetelo, lo so, a chi non piaceva in quel film!?), “Dopo vado a bere una birra, vieni!?”. Ma poi in fondo chi se ne frega, lo so che non dovrei, che, insomma, di contro ce ne sarebbero una lista infinita ma, ripeto chi se ne frega. Ma dico, con tutti quelli che ci sono in giro, proprio da lui dovevo tornare!? Proprio adesso!?

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Seduta di psicoanalisi parte uno “Ciao, sono S. e ogni tanto sono masochista e me le vado a cercare” “Ciao S.”.

Che poi, voglio dire, non è che non ci ho pensato, perché ci vado!? Per l’egoismo sentimentale di cui parlavo!? Perché voglio vedere se gli piaccio ancora!? Perché ho bisogno di alzarmi l’autostima (sì vabbè, ma mi si potrebbe anche abbassare) o perché in fondo lo voglio ancora!? Perché gira che ti rigira, lo so già che non so resistergli…

E qui partono mille domande, perché questa cosa non è razionale, ma proprio per niente… ho resistito a persone che poi mi hanno lasciato perdere perché sembravo poco interessata, a persone di cui sapevo mi sarei innamorata, a persone che con il senno di poi sarebbero state giuste per me ma in quel momento non ero io ad essere giusta per loro e a lui non riesco a resistere!? A lui, per cui non provo niente oltre ad una forte attrazione!? Sarà l’istinto!? Ma l’istinto non è razionale!! E io sta cosa di farmi guidare dall’istinto non riesco a gestirla tanto bene, non ci sono abituata e in verità non riesco proprio a digerirla… seduta di psicoanalisi parte due “Ciao, sono S. e usare l’istinto mi spaventa” “Ciao S.”. Sì perché in fondo è quello il problema, per me 2+2 fa sempre 4, non esiste che faccia 5 e se fa 5 vuol dire che ho spento il cervello… e io ho paura di spegnere il cervello, di lasciarmi guidare, di fidarmi degli altri e seguire solo ciò che provo… a allora perché con lui sì e con gli altri no!? Forse perché con lui non ci sono sentimenti di mezzo!? Non c’è il rischio di soffrire!?

Comunque tutte ste paranoie e poi tanto mi sono messa in tiro e sono andata da lui, e a bere dopo e sono tornata a casa alle 4 senza concludere niente ma con tante premesse per la prossima volta…

Ah, la prossima volta… la prossima volta di cosa!? La prossima volta che mi presento da lui al lavoro o la prossima volta dopo due anni!? No perché potrebbero coincidere, oppure no, dipende da me fondamentalmente…

Seduta di psicoanalisi parte tre “Ciao, sono S. e mi sta venendo l’ansia da prestazione” “Ciao S.”. Ma dico no, non era più semplice se ne trovavo un altro!? Nessuna paranoia, nessuna aspettativa, eh no, perché sono masochista… poi ci mancava solo che vedessi la puntata di “Hart of Dixie” dove Wade dà i voti a Zoe e ciao, partono i film… e se poi non è come si aspetta!? E se pensa che in due anni sia cambiata e invece scopre che sono rimasta sempre la stessa!? E se mi chiede con quanti sono stata dopo di lui!? E se…!? E se… !?
Cioè, qui altro che psicoanalisi,  altro che ansia da prestazione, se vado avanti così mi viene proprio il panico…

Però pensandoci, voglio dire, anche io ho delle aspettative, e se fosse lui a disattendere le mie!?

Tinder, l’app del momento

30 Dic

Che poi io fino a qualche settimana fa mi ripetevo “ma figurati se mi scarico sta cosa, è da disperati!!” e invece è 3 giorni che l’ho scaricato  e non ho ancora capito se l’ho fatto per disperazione (in effetti forse un po’ disperata potrei esserlo), per divertimento o  per avere un qualche feedback da persone che non mi conoscono…

però alla fine l’ho scaricato, quindi poco importa perché l’ho fatto, non faccio mica male a nessuno no!?

Ora, non voglio farvi la cronistoria delle mie conversazioni né raccontarvi i miei incontri, questo c’è già chi lo fa su un altro blog “diario di una ragazza (non troppo) per bene“, che io leggo sempre volentieri, però è anche vero che il mio è un diario e allora qualcosa magari mi verrà voglia di scriverlo nero su bianco.

Come ho detto appunto è da 3 giorni che lo uso e già ho capito un po’ di cose.

Prima di tutto ci si sente meno in imbarazzo di quello che ci si può aspettare, metto 💚 e ❌ come se non ci fosse un domani perché poi tanto se non c’è compatibilità l’altro non lo sa cosa ho fatto e se c’è compatibilità è perché ci piacciamo, abbiamo messo tutti e due il 💚 e a quel punto non c’è più nessun problema…

e infatti su una cosa sono certa, dal primo uso che ne ho fatto già mi sento più libera di prima, libera di esprimere ciò che veramente penso senza vergognarmi o urtare la sensibilità altrui e libera di mettere in atto la mia selezione, cioè sono una difficile io…

Poi, per chi ha bisogno di risollevare la propria autostima (e io ne ho seriamente bisogno in questo periodo) questa è l’app migliore perché vedi solo le persone che ti piacciono e ricambiano quindi almeno inizialmente non puoi avere delusioni…

E ho anche capito, che in fondo noi ragazze ci mettiamo più in gioco di quanto non lo facciano i maschi… ehhhhh è proprio vero, non ci sono più gli uomini di una volta…

Comunque tornando ai miei primi tre giorni, nell’ordine, ho scelto le foto dal mio profilo Facebook, e qui è stato facile, rigorosamente da sola perché ci manca solo che mi scambino per qualche mia amica e sono fregata, poi c’era da selezionare il range di età desiderato e anche qui è stato relativamente facile…

la vera incognita sono stati i km di distanza perché se ne metto pochi tanto vale uscire di casa e andare a caccia e se ne metto tanti, sono tanti appunto, se poi consideriamo che abito in una regione con confini in altri stati capite bene che posso trovare di tutto…

alla fine ho optato per 100 km, anche perché diciamocelo, avessi messo 30 km il mio raggio arrivava fino a Torino e Ivrea e in mezzo tutti i paesi vicino al mio e allora a questo punto A. vado al bar sotto casa e li trovo tutti lì e B. no grazie, ho già dato, se uso Tinder  forse è perché loro non mi vanno a genio.

Finiti i preliminari ho iniziato a dare 💚 e ❌ a manetta, quando ho iniziato a scartare tutti ho capito che A. sì sono una persona difficile  e B. ad un certo punto non guardo neanche più i profili e per noia cestino tutti, quindi arrivata a quel punto ho smesso.

Dopo un po’ avevo già all’attivo una decina di compatibilità ma solo due mi hanno scritto, come dicevo non ci sono più gli uomini di una volta e io in fondo rimango sempre quella del “la prima mossa deve farla l’uomo” o forse no!? Cioè, voglio dire, ci ho pensato a questa cosa e in fin dei conti, se andiamo ad analizzare bene la situazione, se c’è compatibilità vuol dire che a me piaci tu e a te piaccio io no!? E allora che male c’è se ti scrivo un “ciao!!” io per prima!? Tanto se hai cambiato idea basta che mi togli il cuoricino e se no mi rispondi…

Tornando agli unici due ragazzi con un po’ di intraprendenza uno è S., primo contatto nel mondo Tinder, di lui ho capito due cose ancora prima di 💚, la prima è che è di Torino, vista la distanza era di facile deduzione, la seconda è che fa il barman… Quindi cosa faccio!? No perché la combinazione S. e barman già lo conosco, e anche bene direi, e poi il cliché del barman che rimorchia a lavoro è vera…  alla fine però siamo compatibili e ci siamo sentiti…ma la nostra conversazione va molto a rilento un po’ perché lui ha due lavori e una grande passione da coltivare un po’ perché io in questi giorni devo studiare… però non mi dispiace che sia così perché vuol dire che non sta attaccato giorno e notte a Tinder, cioè, insomma, vuol dire che non è un disperato…

Anno nuovo vita nuova

28 Dic

Eccoci qua, quasi giunti al giro di boa (che poi se ci penso bene, dopo tutti questi pranzi/cene di Natale la boa potrei essere tranquillamente io)… ogni anno faccio grandi progetti che poi immancabilmente non realizzo, più mi pongo un obiettivo fermo meno riesco a raggiungerlo, funziona meglio quando mi dico “vorrei riuscire a fare questo e quello” ma senza darmi delle scadenze e allora non farò una lista dei buoni propositi, farò un breve elenco dei miei vorrei per l’anno nuovo:

per il blog vorrei ricominciare con i post “dedicato a…” ma non a cadenza settimanale, ci ho già provato e ho fallito, più mi impongo di dover scrivere qualcosa più la pagina rimane bianca; poi vorrei iniziare a parlare un po’ più di beauty e cosmetici, in modo anche un po’ tecnico se possibile, visto che spero di avere un futuro come cosmetologa, ma per maggiori dettagli vi rimando ad un mio futuro post introduttivo sull’argomento;

riguardo agli uomini, bah, vorrei tanto lasciarmi andare un po’, primo perché tra il master, il lavoro e il resto di tempo per pensare di correre dietro a qualcuno non ce l’ho (ma se qualcuno vuole correre dietro a me è il benvenuto 🙂 ) e secondo perché ho passato un anno in un limbo con una persona che non si capiva cosa voleva e intanto ho attraversato un periodo, per così dire, di magra estremo, per cui anno nuovo, vita nuova, S. nuova, nuove conoscenze 🙂

di rimando a cosa detto sopra vorrei concentrarmi di più su me stessa, sul lavoro e sul mio futuro, e quindi anche sullo studio senza farmi distrarre da altro.

Ecco, questi sono i miei principali “vorrei” per l’anno nuovo, bilanci di quest’anno non ne faccio perché mi verrebbe la depressione solo a ripensarci, ma tra 4 giorni sarà già il 2015 e allora perché rivangare il passato!?

Buona fine e buon inizio!!

Autopsicoanalisi vol.1 – egoismo

23 Nov

Ogni tanto penso che avrei dovuto fare psicologia, altro che ctf, ricerca e master, psicologia e basta, anche uno che mi ha abbordata per strada pensava facessi la psicologa, magari ho la faccia di una che dà sicurezza, mah. Fatto sta che ogni volta che mi succede qualcosa fuori dalla logica, o per lo meno fuori dalla mia logica, mi psicoanalizzo per capire il perché e il per come dei miei comportamenti. Sono una razionale, io, seguo il metodo scientifico, quindi quando in me prevale l’istinto devo darmi una spiegazione per il mio comportamento.

Nell’ultimo periodo ho capito che per certe cose sono un po’ egoista, ecco l’ho detto, ammetterlo è già un passo avanti no!? “Ciao, sono S. e sono un’egoista sentimentale” “Ciao S.”  “rimango attaccata a tutti i sentimenti altrui, anche quelli vecchi e decrepiti come se dovessero sempre essere così”.

Il problema è che quando un mio ex si rifà una vita e lo comunica a gran voce sui social io mi sento un fastidio all’altezza dello stomaco, come se non avessi digerito qualcosa e in effetti è lui a non essere stato digerito, o meglio, il mio stomaco mi fa capire che, detto in modo poco fine e molto diretto, mi rode: mi rode il fatto che si sia trovato un rimpiazzo alla sottoscritta, mi rode di non poter far lo stesso e mi rode la consapevolezza che di me a lui non frega più niente. Ora vi sembrerò matta, ma anche con gli ex di una vita fa mi capita lo stesso, se ci vediamo e siamo tutti e due sigle io parto dal presupposto che gli farò lo stesso effetto che gli facevo cinque o dieci anni fa, anche se a me ora ricorda solo un’aringa andata a male e mi chiedo “come diavolo ho fatto ad uscirci insieme!?”. Ed è a questo punto che ho iniziato la seduta di psicoanalisi con il mio io. Ma se io ho cambiato idea su di lui, perché lui non dovrebbe aver cambiato idea su di me!? E’ razionale no!? E allora sono arrivata a pensare di essere troppo piena di me, di considerarmi troppo figa per essere dimenticata e da qui panico e depressione, io che ho sempre riso in faccia a persone così, soprattutto se portatrici del cromosoma Y. Così ho iniziato a tenere un profilo basso e a cercare di ridimensionarmi fino ad annichilirmi. Si sa, io sono o tutto o niente, e in questo caso così ho fatto, sbagliando, perché un fatto che mi è capitato di recente mi ha portata a capire che non penso di essere al centro dell’universo, sono solo sentimentalmente egoista.

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Sono passati due anni da quando è successo, e non so né perché né per come ma mi sono ritrovata a pensare che forse una “minestra riscaldata” non è sempre da buttare e così sono tornata da lui, sono andata dove lavora, giusto per sondare il terreno e sì, per una volta  mi è sembrato che le cose fossero come le avevo lasciate due anni fa. Ma lui non è un LUI con le maiuscole, e solo un amico tanto tanto figo con cui mi sono divertita e con cui mi divertirei volentieri e questo mi ha aiutato a capire; sì perché si da il caso che le cose siano cambiate anche se non sembra, in questi anni mi sono tenuta alla larga perché era fidanzato e avendolo già catalogato come traditore seriale (di cui in seguito vi parlerò) non volevo per così dire mettermi in mezzo, ora pensavo fosse single e invece, ah, scoperta, nonostante il suo stato su facebook non facesse trasparire nulla ho scoperto che si sta frequentando con un’altra. Eccolo, il bruciore allo stomaco, ma se prendo il maalox secondo voi mi passa!? Allora, analizziamo la situazione, seduta di psicoanalisi a me stessa parte due “Ciao, sono S. e lo voglio solo per me” “Ciao S.”. Che le mie amiche dicano cosa vogliono, io lo so, lui non mi piace a livello sentimentale, è un amico, fisicamente mi attrae e poi!? E poi niente!! E allora perché mi rode che esca con un’altra!? Non fraintendetemi, sono contenta se ha trovato magari quella giusta, ma mi rode comunque, anche se è solo per una notte di sesso mancata e poi ciao arrivederci. Perché sono egoista, perché penso che se c’è un’altra persona io non avrò più un trombamico da cui andare (o con cui venire) a meno che non butti nel cestino tutti i miei principi e gli lasci compiere il reato di traditore seriale con me. Per ora all’egoismo è prevalso il buon senso e da lui non sono più tornata, ma se ci tornassi, se una sera spegnessi il cervello, seguissi l’istinto e piombassi dove lavora!? Seduta di psicoanalisi parte tre “Ciao, sono S. e ogni tanto mi lascio trasportare dall’istinto e faccio cazzate, ma cazzate appaganti” “Ciao S.. Il resto alla prossima puntata, sempre che un seguito ci sia 😉

Happy Birthday con Sephora

21 Ott

Circa un mese fa è stato il mio compleanno (uff, lo so, sono sempre in ritardo a scrivere i post 😉 ) e da qualche anno a questa parte Sephora me lo ricorda con quasi un mese in anticipo che poi, voglio dire, se oltre alla depressione post ritorno dalle ferie non fa capolino nella mia testa anche la famigerata consapevolezza che sto invecchiando non è che mi dispiace… comunque tornando a noi, per fortuna Sephora non mi augura solo un felice compleanno, ma cerca di renderlo migliore con un piccolo cadeau 🙂 🙂 🙂 e come può un qualunque prodotto per il make-up non rendermi felice!?

Per questa volta è stata scelta una baguette di lucidalabbra in quattro colori differenti: è stato amore a prima vista, prima di tutto perché la confezione è piccola e si può facilmente portare in borsetta, poi perché sono quattro e soprattutto perché io per queste cose sono un po’ fissata; cioè, mi spiego meglio, in generale sono un po’ fissata con tutto il nécessaire da avere sempre con se in una borsa, e questo nécessaire non si limita solo a fazzoletti, specchietto e burrocacao, comprende almeno mini mascara, mini matita nera, lucidalabbra di tutti i colori possibili (e ora ne ho 4 formato super mini 🙂 ) e uno smalto trasparente perché non si sa mai cosa può capitare e dove devi andare se stai fuori tutto il giorno (si vede che mi piacciono le sorprese e le cose organizzate all’ultimo minuto vero!?).

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Comunque parlando di cose serie, mi piacciono perché a. come ho già detto sono 4 ma tutti insieme sono grandi come un lucidalabbra normale, b. si stendono facilmente e durando un sacco, c. hanno dei colori classici abbinabili a qualsiasi outfit (e questa non è cosa da poco) e a qualsiasi occasione, d. tra le quattro tonalità una è molto simile al “sangria” posto dalla Pantone al primo posto in classifica come colore di quest’autunno (lo so, forse è un po’ più chiaro ma ci si avvicina molto) ed infine e. la tonalità più neutra è molto utile per uniformare il colore delle labbra senza dargli un colore particolare e a me piace molto utilizzarlo quando esco e faccio un trucco un po’ più marcato sugli occhi.

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P.S. Questo compleanno è stato ricco di sorprese, le mie amiche mi hanno organizzato un’intera giornata all’insegna dell’incognita, ma di questo vi parlerò in un altro post, e soprattutto le sorprese con Sephora non sono finite, altri miei amici, infatti mi hanno regalato un set di 11 smalti (party color hit) con tanto di istruzioni per realizzare varie nail art e sorpresa delle sorprese, nonostante i miei 50 e più smalti nessuno dei colori che mi hanno regalato è uguale ad uno che ho già.

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Il lui che non è LUI

23 Lug

“Tu sei una di quelle donne che quando arrivano ai 2500 cambiano”

E per la serie “tremate tremate le streghe son tornate”, anche se non sono una strega anche io sono tornata… Un po’ perché ero senza computer un po’ perché in questi mesi mi è mancata la voglia di fare qualsiasi cosa è da più di due mesi che non scrivo qualcosa… e ora torno a scrivere parlando di lui: non è un EDS (per chi ancora non lo sapesse Elemento Da Scaricare), non è un residuo insolubile e non è neanche il LUI scritto a caratteri cubitali (il corrispettivo maschile della Lei di Ligabue, per intenderci); ma allora chi è questo “lui”!?

Lui non è una persona sola, in questi quasi 27 anni di vita posso contarne almeno 3:

Lui è un amico perso per strada, quello a cui dicevo tutto, quello a cui ho detto quello che provavo, quello che ho perso per aver detto quello che provavo… Ma cosa sarebbe successo se ci fossimo conosciuti da più grandi, quando le storie a distanza sono possibili!?

Lui è quello che pensavo irraggiungibile, troppo sicuro di sé per me, quello con cui non avevo filtri perché sicura di non avere possibilità, lui è quello che buttava lì la proposta di uscire a berci qualcosa ma poi non la concretizzava mai… Ma cosa sarebbe successo se fossi stata più sicura e avessi cercato io di concretizzare!?

Lui è di nuovo un amico, un amico per cui non so cosa bene quali sentimenti provo oltre alla gelosia perché quella c’è è innegabile, lui è quello che mi punzecchia sul fatto di trovarmi un fidanzato, è quello che mi ascolta nei miei deliri dalle 1000 parole, è quello che mi propone di bere ancora una birra anche se è tardi giusto per finire bene la serata ed è quello che mi fa presente che lui con le ragazze non ci prova e che io dovrei essere più decisa con le persone di sesso opposto… Ma cosa sarebbe successo se dopo la birra mi fossi esposta per cercare di capire quale era la situazione tra noi!?

Bene, dopo questo excursus ho capito che i miei “lui” hanno anche un’altra cosa in comune: ogni tanto tornano nella mia testa perché con tutti mi sono frenata nel fare o dire qualcosa e in questo modo mi sono forse giocata delle occasioni… io viaggio ai mille all’ora ma cambio quando il tachimetro segna 2500 giri, non mi piace il rumore, non mi piace la sensazione che mi da, non mi piace sentirmi al limite, meglio stare sotto di giri e mantenere un profilo basso per non rischiare di farsi male… in questo modo però si perdono tante occasioni e allora ecco arrivare la domanda che mi gira sempre in testa: “Cosa sarebbe successo se…!?”, potei farmelo scrivere su una maglietta, ormai è la mia frase 😛

Per fortuna ogni tanto il destino ci concede una seconda occasione per provare a cambiare le cose e lo fa per ricordarci che la vita è una sola e non dobbiamo riempirci la testa di se e di ma…

[Dedico questo post ad un amico, un compagno, non è uno dei lui né un grande amico, è solo una persona che senza volerlo mi ha lasciato tante cose su cui riflettere e che mi ha insegnato a cercare di essere felice e a godermi la vita ogni giorno come se fosse l’ultimo.]