I residui insolubili

17 Set

In chimica, per definizione, un residuo insolubile indica “quella porzione di materiale che resta indisciolta dopo l’attacco con un solvente”. Ecco, io non voglio parlare di chimica, ma di un certo tipo di essere ominide di genere maschile a cui questa definizione calza a pennello.

Quindi chi è il residuo insolubile!? L’uomo classificato come residuo insolubile è quell’essere di genere XY che torna sempre, ma non come un cagnolino quando gli lanci il bastone, no, lui torna sempre quando non lo vogliamo, quando il nostro mondo inizia a girare nel verso giusto anche senza di lui. E sottolineo il termine SEMPRE ma dico proprio sempre, non serve dirgli di lasciarci in pace e neanche non rispondere a messaggi, messaggini e chiamate, lui non si darà mai per vinto, imperterrito continuerà a far parte della nostra vita che noi lo vogliamo o no.
L’insistenza e la tenacia con cui continua ad aleggiare sulla nostra vita può avere varie cause: 1. ahimè ci piaceva, ora come ora non ci diamo una ragione per questa nostra follia, ma tanto tempo fa lo trovavamo simpatico, gentile e bellissimo; lui sapendo di aver avuto, e pensando di avere ancora, un forte ascendente su di noi non si fa problemi a farsi vivo ogni qualvolta ne senta il bisogno oppure solo per noia; 2. gli piacciamo, gli siamo sempre piaciute e fa suo il motto “chi la dura la vince” convinto che i nostri continui rifiuti siano solo indice di insicurezza; 3. è così pieno di sé e convinto che qualsiasi donna gli cada ai piedi appena lo vede che un nostro NO convinto, oltre a destabilizzarlo, lo induce ad insistere fino allo sfinimento, nostro e suo.
Il mio residuo insolubile, quello che “più insolubile non si può”, appartiene alla categoria 1.; in questo caso il passaggio da “principe azzurro” a “residuo insolubile” è avvenuto dopo un mio rinsavimento, cioè, dopo svariate prese in giro da parte sua e dopo le innumerevoli possibilità che io gli ho dato: in pratica ho capito che io ero una fessa e che se volevo avere una vita normale dovevo lasciarlo perdere e “disintossicarmi”. Solo che lui a volte ritorna, non so perché, credo per noia oppure per vedere se riesce ancora ad abbindolarmi. All’inizio pensavo che fosse cambiato, in fondo tutti maturano con il tempo, poi ho capito che con lui questa teoria non funziona e così più diventa insistente più io lo ignoro (quasi sempre). Alle altre due categorie appartengono dei “residui insolubili” rimasti tali solo per brevi periodi (per fortuna, perché di permanente me ne basta uno -.-“).
Tutti noi, se ci pensiamo bene, abbiamo il nostro residuo insolubile, qualcuno che ci rimane attaccato peggio della carta moschicida e che non sappiamo come toglierci di torno; però io cerco sempre il lato positivo delle cose, e quindi, se non possiamo combatterlo, tanto vale conviverci divertendoci un po’. Come!? Di solito questo essere XY si fa vivo nei momenti meno opportuni, molte volte quando stiamo facendo un sacco di cose noiose e il suo “apparire” ci sembra la ciliegina sulla torta di una brutta giornata. Sbagliato, il suo ripresentarsi può essere un buon rimedio alla noia: in questi casi la regola di ignorarlo, non vale, la sua insistenza ci farebbe solo innervosire, no, se siamo annoiate la soluzione è rispondergli, almeno fino a quando non troviamo di meglio da fare. Risultato!? La linea piatta della nostra giornata subirà qualche sbalzo (che non fa mai male), il nostro ego ne risentirà in modo positivo e quando lo pianteremo in asso senza dire né A né B ci sentiremo le padrone del mondo!! Mica male no!? Meglio di una seduta dallo psicologo!!
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